Prestami un cerotto per il cuore

Avevo sempre pensato che sarebbe stato un bellissimo titolo per un romanzo di letteratura femminile contemporaneo. Un libro fresco ma profondo, che rendesse onore alle tante donne che, un giorno dopo l’altro, prestano cerotti per il cuore.
Li posano con dolcezza in quelli infranti delle figlie, deluse dalla fine di un primo, di un secondo, di un qualunque grande amore. Li premono con fermezza in quelli dei mariti, leggere ma veloci, così che il loro intervento passi quasi inosservato e la dignità dei loro uomini resti intatta. Li scelgono allegri per quelli delle amiche, quando al capolinea di un’altra storia, è meglio bersi una cioccolata e programmarsi una giornata di shopping, lasciando al tempo il ruolo di lenire i dolori più profondi.
Con mani attente li staccano dalle ferite che l’esistere ha inflitto ai propri genitori. Maestri loro per primi dell’arte del supportare, proteggere, curare, ma non per questo esenti da certe fratture.
I cerotti per il cuore si accompagnano al tè caldo e ai biscotti che profumano di cannella. A tazze di camomilla e kleenex stropicciati e imbrattati di mascara. Resistono alle lacrime e ai tuffi nei vasetti della nutella. A volte sono così grandi che ne senti l’ingombro, non ne apprezzi l’azione. Ma poi, ripensandoci, ne benedici l’efficacia.
Tamponano dispiaceri che tolgono il sonno. Arginano rabbie che accecano lo sguardo. Trattengono sentimenti che meritano ancora di maturare.
Ognuna di noi è in grado di prestare un cerotto per il cuore e ognuna di noi, all’occorrenza, lo potrà riavere indietro.
La modalità di soccorso sarà forse diversa ma non l’obiettivo, la ragione, la volontà per cui, quella piccola toppa adesiva viene amorevolmente posizionata nell’organo che per noi accoglie tutti i sentimenti.
Chi presta un cerotto per il cuore è consapevole del valore del suo contenuto. Ha camminato con noi quel tempo necessario per sapere cosa ci lenirà il dolore, quali parole ci conforteranno, dentro quali abbracci ritorneremo a respirare.
Ho avuto anch’io la mia dose di garze e cerotti. Ho sentito mani gentili posarsi e riconosciuto gli effetti terapeutici.
Ode quindi ai cerotti per il cuore.
Quelli prestati, quelli ricevuti, quelli ripiegati nel portafogli e pronti per ogni emergenza.
Quelli che chiudono strappi, storie e bocche.
Che proteggono e lasciano rimarginare.

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1 commento
  1. Cippola ha detto:

    quanti cerotti per il cuore ho usato, e quanti ne sto ancora usando…
    Bellissime parole!!!!
    un bacio

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