Le migliori 10

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alzi la mano chi non ha mai detto una di queste terribili dieci frasi almeno una volta nella sua carriera di mamma?

La prima, la tremendissima “perchè lo dico io” lascia tutto il potere nelle nostre mani. O forse ci lascia l’illusione che sia nelle nostre mani. Si fa così. L’ho deciso io. Lo dico io. Chiaro per tutti?

La seconda ingloba quell’incapacità comunicativa che hanno ad un certo punto della loro vita i bambiniquasiragazzi e che, nel caso dei maschi attraversa la pubertà e si appiccica a ventosa nella stragrande maggioranza di quegli esseri provenienti da Marte. Caro…era bello il vestito della sposa? ma, non so. Andiamo in vacanza in montagna quest’anno? mhhhh, ma, non so, decidi tu.

Finisci le tue verdure. L’ho sentito ripetere da tanti amici con figli piccoli. In alcuni casi l’ho trovato anche triste, perchè per me, forzare un figlio a mangiare qualcosa di molliccio, moscio, insapore, come certe verdure è crudele. Però, c’è anche da dire che mia figlia, quella cosa molliccia, moscia, insapore la mangia con serenità.

Sono totalmente incorruttibile sul discorso del “saltare” sui letti o sui divani. A casa nostra non si fa. A casa degli altri nemmeno. E questo è tutto quello che ho da dire sull’argomento.

Allineatissima anche sulla quinta. Per pareri contrari, sono raggiungibile ore pasti, prima del sonnellino del piccolo e dopo l’uscita del cane per i bisognini.

La sesta abbraccia tutta la difficoltà che abbiamo noi mamme nel farci aiutare. O meglio, correre come forsennate per casa raccattando scarpe a destra e sinistra, riempendo cesti di panni da lavare, con mani cariche di vestiti puliti, il cordless per prenotare la visita dal dentista e un campanello che suona senza che nessuno si alzi per chiedere chi è.

Chi è? boh…sto guardando la televisione, sto finendo il disegno, sto attaccando le figurine, sto parlando con gli angeli, stavo da nonna, pensavo lo facessi tu.

Ma se io riesco a fare duemilatrecentocose tutte insieme, tu, due, e dico DUE non puoi farle?

E quell’espressione da ebete cos’è?

Quando ero piccola ricordo che andava di moda fare le facce buffe e incrociare gli occhi. Mia madre mi diceva con tono minaccioso “ah, non fare così, passa l’angelo e ti lascia con gli occhi storti”.

Si può terrorizzare così una bambina? mamma, la tua coscienza dovrà portare il peso di alcune mie idiosincrasie per anni!

La mia preferita è senz’ombra di dubbio: “adesso senti quando arriva papà”! mi piace da matti. Mi figuro mio marito che si sforza di fare la faccia da duro, che improvvisamente diventa tutto verde e si lacera il maglioncino misto cashmere di Ralph Lauren e parte con una serie di filippiche sul modo migliore di comportarsi.

Naaaaaa…quasi impossibile. Però, a volte funziona. Sarà perchè io mi arrabbio come una scimmia mentre lui è quello imperturbabile. Minacciare una sua esplosione di rabbia è qualcosa di raro e quando c’è di mezzo papà…ahi ahi ahi….

Le litigate fra bambini sono cose imbarazzanti per gli aduli. Specie se gli adulti si frequentano e sono amici. Loro possono anche fare a cazzotti, rompersi i rispettivi giochi, darsele di santa ragione, ma tempo un quarto d’ora, PUF, è tutto svanito.

Noi genitori che assistiamo allo scontro fra le due forze siamo come i giudici davanti al ring. Assegniamo punti e decidiamo con chi andremo a cena la prossima volta, chi inviteremo o meno alla festa di compleanno, con chi dei nostri amici non andremo più in vacanza neanche ci regalassero il soggiorno di dieci giorni tutto compreso.

E concludiamo con il famoso “NO”.

Se tenessi conto delle volte in cui dico “perché ho detto no”, non basterebbero i numeri del cartellone della tombola! lo dico, lo ripeto, lo ribadisco fino alla noia. E peggiore del mio ripetere “perchè ho detto no” è la risposta (o meglio, la domanda) “ma perchè NO”? e la tiritera a seguire: sempre no, mi dici sempre di no, ieri però mi avevi detto che forse, e invece è no…no, no e sempre no.

Quale parte di NO non ti è propriamente chiara? ho detto no. Chiaro? si fa come dico io. Vedrai quando viene a casa papà. Ci pensa lui. A non sai niente tu? non hai fatto niente tu? forza, finisci le verdure, alza il sedere dalla seggiola, sparecchia, guarda tuo fratelle e non dirmi che ti ha lanciato le penne. Non lo so chi ha iniziato. Non mi importa nemmeno. La vità non è una passeggiata.

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