Casalinga chi, io ? Ma mi faccia il piacere

_La casalinghitudine è “anche” un angolino caldo_

Clara Sereni,
Casalinghitudine, 1987

Mai.
Mai e poi mai io vorrei fare la casalinga.
Ma che acciderbola fai tutto il giorno?
Pulisci sul pulito?

No, no, e assolutamente no.

Ho una vita io, una carriera, dei sogni da realizzare.
Nella scala di Muslow io sono in cima e penso solo a me.

Penso di aver anche scosso la testa con enfasi e dato sguardi di pietà a quelle donnette che si affannavano fra asse da stiro e lavello come api operose.

Ribadisco, mai.

Immagino che a quel punto, un angelo dispettoso sia passato dalle mie parti e abbia deliberato del mio futuro.
Ah…fai tanto la donna in carriera? Ci penso io a limarti quello strato di presunzione che ti porti addosso.

E così, seconda maternità e quasi simultanea scomparsa della amata scrivania.

Qualcuno ha visto la mia scrivania?
Ehilà, gentili colleghi, potete ridarmi la mia vita? La mia posizione, il ruolo che con gli anni mi sono guadagnata?
Rivoglio, in ordine non per forza alfabetico: il mio orario flessibile, il mio stipendio con superminimo, quella eccitante sensazione di essere indispensabile.

Beh?
Allora?

No, non se ne parla nemmeno.
Sai che c’è, il tuo destino è quello di casalinga. Prima lo accetti, meglio vivrai.

Eccolo, l’angelo irriverente, che se la ride mentre mi trasformo, giorno dopo giorno, nella signora Marì.

Alzata, con quell’elegante ritardo che mai mi era consentito prima, causa timbratore, accendo la macchinetta del caffè e mi monto il latte per darmi il buongiorno con un pizzico di classe.
Il nano se la ronfa nel lettone e io mi posso ripassare la camera della grande, spalancare le finestre, riflettere sulle condizioni meteorologiche.

Le piante, i fiori, riempiono la casa con i loro colori, i loro profumi.
Impensabile prima sperare vivessero, fra buio, silenzio, la polvere che leggera leggera si posava durante le giornate vuote.

Mi godo la loro compagnia, mi lascio consolare.

A colazione fatta, carico la lavastoviglie, asciugo il lavello, pulisco il tavolo e sistemo il centrotavola.
Penso che la nostra casa non è mai stata così disordinata, inspiegabilmente, e così bella.

All’arrivo del Tato, il sole è già alto, o le pozzanghere già piene.
Frulli, coccole, bacetti, pizzicottelli e lunghi, lunghissimi abbracci.

Così si saluta un figlio, così si saluta una mamma.

Ed io, non lo sapevo.

Una montagna di panni chiede a gran voce di essere separata, lavata e stesa, per ritrovare il suo status di pulizia formale.
Una montagna di panni chiede di essere scalata armati di ferro da stiro e acqua distillata.

Eppure il sole ci chiama, ci invita al mare e noi, orfani del resto della famiglia che produce, ci lasciamo tentare.

Si fa presto mezzogiorno, fra una fila dal fornaio e una serie infinita di piccole, inimmaginabili commissioni: in merceria per un bottone, in Comune per un rinnovo, in farmacia.

E poi il pomeriggio, lento, languido, fatto di pisolini, di libri, di telefonate e qualche tè, con le amiche di sempre.
Nessuna collega. Quelle no. Non capirebbero l’importanza di quel gesto. Di quella torta fatta a mano. Di quelle foglie che magicamente si aprono nell’acqua calda.

Certo, non tutti i giorni sono così. Alcuni sembrano essere stati programmati in qualche girone dell’inferno e ti confermano alla grande quale manager sia in realta una mamma: multitasking mentre salta da una faccenda all’altra senza neanche scomporsi la piega; flessibile mentre decide cosa mangerà il marito rispetto alla figlia, rispetto al nano, rispetto ai suoceri; creativa mentre confeziona gli abiti di carnevale dopo essersi lasciata ispirare dalle ultime immagini pinnate da qualche abile mamma USA, e con grandi doti di diplomazia, mentre all’ennesimo scoppio di urla e pianti mette su il pentolino di una cioccolata calda che rasserena tutti.

A saperlo che questo fanno le casalinghe.
Sgobbano come muli.
Si gratificano con un cappuccino.
Puliscono sul pulito. Ecco perché, volte la loro anima, splende.

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2 commenti
  1. Iwona ha detto:

    Mi piace, mi piace, mi piace. Giusto per pulire sul pulito 😉

    • acciaio73 ha detto:

      grazie, grazie e ancora grazie:-)
      Ci leggiamo presto!

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