Sarà peccato?

Padre Dukan, perdono. Non sapevo ciò che facevo.
Cioè, non è che non lo sapevo, ma, diciamo, insomma, ecco, presumo che, i fumi (già da soli nocivi, si, si, nocivi!) del fritto, abbiano in qualche modo influito sulla mia capacita di raziocinio.
Non ero lucida.
Non rispondevo più di me.

Anni, Padre, anni interi che non ci mettevo piede. Giuro. La prego, controlli, chieda in giro, si faccia fare rapporto dai suoi tutor. Nessuno mi aveva mai visto da quelle parti.
Padre. Io lo guardavo venir su dal nulla di quel campo e pensavo che niente mi avrebbe spinto a parcheggiare li, un giorno, o meglio, un sera, scendere e ritrovarmi d’improvviso a contare i passi che mi separavano dalla porta.
Lo stomaco era sazio. Lo yogurt e la crusca lo domavano. Ma era il naso che guidava. Impaziente, nervoso. Fiutava quell’inconfondibile odore, lo stesso di Roma, Londra, Parigi o Tokyo.
E mentre la scia invadeva abiti e ricordi, il pensiero richiamava viaggi in Costa Azzurra, tanto amore e pochi soldi; serate in campeggio, un hamburger e via in tenda, per bearsi di quella provvisoria e provvidenziale intimità; sabati dopo-cinema, un frappè e tante chiacchiere con gli amici.
Penso sia stata la nostalgia a darmi il colpo di grazia. Non la fame, non l’ingordigia. Non merito Padre di essere punita per questo.
Sapevo cosa facevo, mentre lasciavo mia figlia al tavolo della festeggiata e mi dirigevo con passo sempre più risoluto verso la cassa.
Prima ho pensato ad un caffè. La vetrina dei dolci era decisamente allettante. Una cheesecake bigusto mi occhieggiava sensuale e, per un momento capitolavo.
Poi Rue Le Littrè, noi stanchi del volo, usciamo e ci sentiamo fortunati davanti a quell’insegna. E ancora noi un’estate di tanti anni fa, con Vivì principiante al vasino, che molla il mollabile sullo scivolone gigante e fa scappare tutti i bambini e tante risate. E sempre noi, noi con gli amici, con i figli degli amici, amici presenti, amici presto andati.
Padre, li sono crollata.
E a quel ragazzetto contento del suo distintivo del mese l’ho detto, forte e chiaro:
Un Crispy Mac Bacon Menu, grazie. Con coca senza ghiaccio e patatine grandi.

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