Io ci provo, tu ci provi, egli…

Un’Odissea!
Un traffico che nemmeno ai fuochi di Ferragosto.
Erano tutti li, codice fiscale in mano, pronti ad iscrivere i pargoli on line. Me compresa.
E questo perché? Non oso pensare quale ansia profonda avesse smosso i genitori/navigatori.
Io l’ho fatto per il puro piacere di vedere se:
A- il sito funzionava_ e no, non funzionava. Almeno non subito.
B- il sito fosse friendly user_e no, non lo era.
C- Ci fosse qualche premio in palio per gli impavidi primi 5.000 genitori che riuscivano a portare a termine l’iscrizione del figliolo prima che la sessione scadesse. Un bel viaggio studio magari, o un anno di Musei gratis.
Non ho vinto nulla. E per lo stress mi sono fatta fuori due thè al bergamotto e una confezione di fette biscottate (integrali) con burro (light) e marmellata (senza zuccheri aggiunti) ai frutti di bosco.
E tutto per colpa dei tempi morti fra una schermata e l’altra.
Ho provato ad iscrivermi almeno 7 volte.
In compagnia di quella meraviglia di Santa Pazienza, abbiamo atteso che il sito rispondesse.
Già, perché il sito http://www.iscrizioni.istruzione.it/ non rispondeva. Dava un errore del tipo “uè tipa, ho fatto baldoria ieri per il lancio del mio spot sulle reti nazionali e be’ si è tirato tardi. Sta schiscia lì che mi organizzo. Magari, richiamami dopo il caffè. Baci gioia!”.
Ok. Calma. Ci vuole calma e caffè. Se lo prende lui, me lo merito anch’io.
Tazza pois addicted, schizzetto di latte, e via si riprova.
“de nuevo tu? Ma sei tarda?… Ma mi fai finire di caricare i dati, connettere i codici meccanografici di tutti gli istituti di Italia? Ma che siam qui a smacchiare giaguari_ imbiancare scogli_ pettinare bambole_?”.
Ok. È un giovane suscettibile. Magari è sotto stress.
Però se promette prestazioni da 8 zeri, mica può fare la figura del nonnetto che gratta il blister del Viagra nella speranza di uscire dalla battaglia di Caporetto tutto d’un pezzo.
E quindi…registrami su…
Caricando
Caricando
Caricando (prima fetta burro e marmellata)
Caric…HTTP- status 404…the requested resouces is not available.
Aaaanvedi! Fa tutto il fico che va in tv ma, quando si tratta di lavorare, applicarsi, ancora non risponde, non interagisce.
E no, bello mio, qui oggi, o tu, o io.
Registrami, dai.
Su, fai uno sforzo.
Pensa a quei ragazzini tutti eccitati, impauriti, emozionati, in trepidante attesa della loro nuova avventura scolastica.
Pensa a quei genitori che sono mesi che tartassano di telefonate amici, vicini, conoscenti, pur di ottenere informazioni sulle maestre, sul loro stato di salute, possibili gravidanze, eventuali promozioni o richieste di trasferimento. Che non avevano il computer, ne il collegamento internet, ne la mail e si sono dovuti attivare per arrivare al 21 gennaio pronti e collegati.
E invece tu, http://www.iscrizioni.istruzione.it/, tu latiti ancora. Sei ancora una risorsa non disponibile. Sei fermo al bar a consumare cornetto e cappuccio caldo, a smaltire i postumi dei brindisi serali, a sognare di cambiare lavoro e iniziare una carriera nei viaggi esotici online.
Quinto tentativo e quarta fetta biscottata. Il bollitore fischia e metto il twinings in infusione. Uno gnomo in pigiamino attraversa la cucina e viene a vedere con che cosa sto trafficando. L’occhio è ancora sonnoso.
I tempi si stringono. Clicco in sequenza e, finalmente, MAGIA dei potenti mezzi del grande mago Miur, accedo alla registrazione.
Un grande Hip Hip hurrà per me. Merito un’altra fetta biscottata: una io, una lo gnomo.
Formulario, password, domanda di sicurezza. Invio e tac! Ho uno username. Mi posso loggare.
E mi loggo. Ah si si, lo faccio.
Mi loggo per così tanto tempo che prima che riesca ad inoltrare la domanda scade la sessione, devo chiudere, svuotare la memoria, spalmare e mangiare un’altra fetta, riaprire il browser e riloggarmi.
Eccoci fratello, ci siamo, dai. Fai il bravo, fammi inviare.
Mi immagino un povero topo in solitaria su una salita polverosa, lui che pedala, pedala, sudaticcio e semi-incosciente, mentre il sito piano pianino si carica. Oh…issa! Oh…issa!
Eccolo, all’orizzonte quel “inoltra domanda”.
Sei certa, sei proprio certa di volerlo fare?
“uè tipa, hai finito di far baldoria con quella tazza e quella sottospecie di banchetto di nozze che ti sei spolverata? guarda, io ho fatto i compitini ed è tutto pronto. L’amico topo è in pausa Camogli e dietcoke. Vado?”
Vai, ragazzo, vai.
Lancia i prossimi tre anni di mia figlia nel web.
Piazzami fra quei 7.500 impavidi che prima delle 13 avevano cavalcato l’onda giusta.
E lasciami godere quest’estasi glicemica. Me la sono proprio guadagnata.

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