Sono una mamma, non sono una Santa.

Tutto ha inizio con un urlo.
Un suono grottesco e terrificante che sale dalle viscere, si modella sul diaframma, prende la rincorsa lungo tutta la gola e si trasforma nel verso dell’abominevole mamma.

Esce fuori come lava, erutta parole di fuoco, rimbrotti, minacce, sentenze.

Di fronte a tale terrificante e colorita produzione vocale, pagine e pagine di libri su come crescere un figlio sereno e ricco di autostima tentano il suicidio di massa.

Inutile negare l’evidenza. Inutile continuare oltre.
Mancano i fondamentali.
Manca quella sana e matura capacita di autocontrollo di cui ogni madre che si rispetti deve essere dotata.

Cara la mia mamma moderna, lascia stare. Non c’hai il fisico per certi ritmi.
Ma ti sei vista?
Sei un cencio. Tuta e pinza come in quei filmetti intrisi di depressione. Manca solo l’enorme vaschetta di gelato.

Noi ti avevamo consigliato bene.
Impara a dire no.
Dai poche, essenziali regole.
Punta sull’autonomia.
Fai muro col tuo compagno.
Non ricattare.
Non sentenziare.
Sii positiva!

Piuttosto che evidenziare cosa non si può fare, suggerisci cosa lo è.
Perché ti ostini a dire: non correre! Quando puoi usare “aspettami, camminiamo per mano, insieme.”
Perché dici NO, secco, senza margini di movimento, di speranza.
Perché bari impunemente a Monopoli, senza il minimo rimorso, la minima avvisaglia di coscienza?

Mamma, non va bene.

Ricorda: tu sei il perno del focolare, colei che riempie il cestino che Cappuccetto porterà alla nonna, che rifornisce i cassetti di magliette e mutande che profumano di talco e muschio bianco, che – come Pollicino – semina carezze e gesti amorevoli per tutta la casa.
Guardati mentre nutri i tuoi commensali con quel pollo dorato. Guardati mentre stendi la biancheria al primo vento di primavera. Guardati mentre smacchi chiazze d’erba dai jeans.
Quanta nobiltà in questi piccoli gesti quotidiani.
Perché allora urlare? Alterarsi? Trasformarsi nella versione in gonnella di quel gran pezzo di Hulk?
Ah…ce l’hai con tua figlia che ha lasciato lo smalto fucsia aperto e dato una chance al fratello di provare l’emozione dell’action painting sul muro?
Ma su, mamma, sono cose da piccoli.
Ah…ce l’hai con tuo figlio perché ha trovato il borotalco e trasformato il bagno in un paesaggio polare?.
Ma su mamma, sono monellerie.
Ah…ce l’hai con la nonna che ha svelato il posto in cui avevi minuziosamente nascosto il Dido e ora te lo ritrovi attaccato sotto tutte le suole delle scarpe?
Ma su, mamma, si risolve con poco.

Ce l’hai pure con tuo marito?
E perché?
Davvero?
Beh, mamma, hai ragione. Neanche noi capiamo perché non vuol fare un terzo figlio.
Con una mamma così! Anzi, una Santa così…
🙂

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