Ricarica di pace quotidiana

Questa è l’ora che preferisco.
Mi alzo mentre la casa dorme. Solo un vago aroma di caffè sale dalle scale che portano da mamma e papà. So già che uno dei due è in piedi, inzuppa pane nel latte e scarica la lavastoviglie. A volte, come stamattina, sento pure i cocci di un bicchiere malandrino, che tenta la fuga con esiti poco felici.
Ho messo su l’acqua per il tè e spalancato le persiane della cucina e del living. Splende un tenero sole. La giornata si premette luminosa e profumata di primavera.
Tato-gnomo se la ronferà fino alle 9,30.
Ha aperto un occhio verso le sette, ha controllato la presenza mia e del padre, ha lanciato uno sguardo languido alle tette, con tanto di sospiro malinconico, e poi si è sfilato stizzoso i calzini. Sedere in su, dorme.
Il padre idem. Confinato nei 15 centimetri prima del baratro, sta lì immobile come Totankhamun, emettendo sbuffi morbidi come quelli di un traghetto a vapore. È contenuto pure quando dorme. Mai sopra le righe. A parte quelle del pigiama.
Li lascio godere della loro prossimità e apro la camera di Chicca.
Lei occupa la sua piazza e mezzo con la stessa irruenza con la quale abbraccia ogni cosa della sua vita.
Non dorme. Fa un’invasione di campo.
I suoi ricci arruffati e confusi le coprono il viso arrossato dalla piscina e dal sonno. La trovo bellissima e finalmente muta. Cosa rara, così rara per lei.
Il bollitore fischia e io faccio un giro per i vari shopping on line. Stamattina compro una cassettiera che fa il paio ad un comodino che ho già ricevuto qualche settimana fa. Mentalmente la colloco nella nuova cameretta. Se sarà una bambina, per lei è perfetta.
Se sarà un altroterribilepisellopipo faremo il solito giro di mobili: la scrivania andrà da Lello, la cassettiera da Vi, la cassapanca bianca nella nursery e pace per tutti. Almeno per un po’.
Intanto ho cambiato il colore della parete della nostra camera.
Assuefatta dal blu, ho spedito il marito, armato di tuta da imbianchino nel colorificio di fiducia alla ricerca di un caldo, timido Tortora.
Ora, non so perché si dorma con alle spalle un fresco, timido verde salvia, ma il cambiamento mi piace lo stesso.
Dovrò trovarci dei quadri.
Delle stampe.
Magari delle foto in bianco e nero dei bimbi.
Dovrò ragionarla.
Per il momento mi godo il silenzio di questo sabato mattina. Il mio Earl Grey, lo spiraglio di sole, la ricarica di pace quotidiana.

Oddio…passettini…chi sarà?

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2 commenti
  1. Buongiorno collega!
    🙂
    Bellissimo il tortora, ce l’ho anche io in casa e una parete è stata tutta riempita di cornici bianche (tutte diverse ma tutte bianche) con tante foto di noi, l’effetto non è niente male!
    A presto!

    Silvia

  2. Ottimo suggerimento Silvia! Dovrò girare un po’… Hanno aperto da poco Maisons du Monde. Penso inizierò li.:-)

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