Miss Paturnie 2013 è…

Viveteci voi con una bambina di undici anni.
Ascoltatela lamentarsi ogni giorno come una vecchia suocera sull’ora in cui sveglierai la mattina, e poi sulla colazione da fare troppo in fretta e poi sulla maestra che da troppi compiti, pochi compiti, ricerche troppo lunghe, troppo corte, troppo copiate da google, sull’amica che le vuole bene, poco bene, troppo bene, bene al punto che è gelosa se c’è un’altra amica che le vuole un po’ bene, un po’ troppo bene, bene davvero.
E poi guardatela mentre mima un’improvvisa cecità. Tutti hanno messo gli occhiali, lei è improvvisamente miope, sa cosa vede o non vede o come vede un ipermetrope, sa che non è astigmatica.
Sa che gli occhiali a Filippo stanno da WoW col capogiro, perché lui è un fico e ieri c’aveva il provino per la squadra di calcio ed è uscito prima per farsi bello e fonarsi il ciuffo.
Vivete con una col la luna sempre storta.
Che piove e vuole il sole. C’è il sole e vuole oziare in casa. Che è grande ma dorme nel lettone come trova un buco per sdraiarsi.
Quando la Miss Paturnie 2013 è con le sue amiche, volano bracciali, sciarpe, pashmine, e profumo in grande quantità.
Entri nella sua camera e ti urlano esci mamma.
E tu, schiaffeggiata a pieno viso dalla ferale commistione di 3 paia di scarpe da ginnastica vissute per dieci ore con l’Eau de Parfum di Hello Kitty non te lo fai ripetere due volte.
Ti ritiri nelle tue stanze portandoti indietro anche qualche nuvolone tossico fuoriuscito dallo stipite e cucini con quel vago odore di spogliatoio appiccicato addosso.
Una goduria olfattiva che vi lascio immaginare.
A proposito di spogliatoi, sabato sono andata ad un compleanno di quattrenne bionda e ricciolina.
La festa era in un’enorme tensostruttura.
Un pallone.
Una palestra con tappetoni, salterini e canestri.
I bimbi raggianti correvano in ogni dove.
Mezzi nudi, felici e sudaticci.
Il rinfresco era negli spogliatoi.
Sandwich invitanti, pizzette, mignon cremosi.
Ma, cielo, la location era demoralizzante.
Nemmeno i sette unicorni dai vividi colori dell’arcobaleno stampati ad arte sulla grandiosa torta di compleanno, hanno sollevato il morale.
Comunque, per tornare a bomba sulla principiante nell’arte dello scassamento matronale, lei, mia figlia si sta impegnando alla grande.
Frigna.
Strilla.
Piange.
Manda sms al ragazzetto e poi nega vistosamente.
Si mette il lucidalabbra e poi esce disinvolta testa bassa e sguardo innocente.
Poi però mi scrive un biglietto del tipo: mamma, il 90% del mio cuore io lo regalo a te. Perché sei il mio sole.
Il 90%.
Caspita.
Non è di generosità che manchiamo.
Ma neanche di Parurnie.

Vi imploro, salvatemi dalla pre-adolescenza. Nonc’èscampo!

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