In comune fra me e Mary Poppins

Quando in azienda ero ancora nella fase dorata, partecipai ad un corso sul Problem Solving.
Quei tre inutili giorni di corso con tipico docente milanese che adorava il suffisso INO e lo spezzato che fa tanto fico.

_Ci fermiamo un momentino?
Poi al rientro dal coffee break vi do il brieffino sul quale lavorare.
Pensateci un attimino_

Va be’, avete inquadrato il socievole animale in questione.

Ricordo ancora la sua significativa arringa sulla necessita di prevedere i problemi e organizzarsi sia fisicamente che mentalmente.
Per essere pronti e mai sopraffatti.
Per individuare fra le varie soluzioni, LA soluzione.
Per trasformare il problema in opportunità.

Ci fece diversi esempi. Quello del portabagagli fu il più significativo.
Resti in panne di notte.
Elenca i problemi.
Cosa hai con te di utile?

Beh, io ammisi candidamente di avere con me un pigiama, perché poteva capitare di dormire a casa del mio fidanzato, kit biancheria e spazzolino incluso, una bella coperta di pile, perché se ti si rompe la macchina, sai… E poi due corde, i cavetti per le riaccensione, il kit di candele, due bottiglie d’acqua, sacchetti e teli vari, per ogni evenienza, una torcia e una mazzetta (campeggiatori si è sempre) un paio di giornali, salviette umidificate, e forse dei crackers nelle tasche laterali.
Per lui fu uno shock.
Andavo aldilà del prevedibile.
E perché mai?

Se avessi preso la mia maxi borsa e svuotato tutto li, davanti ai suoi occhi gli avrei dato il colpo di grazia.
Ma cosa pensi abbiano le donne nelle loro borse, zavorra?
Chi di noi femminucce va in giro senza una calza di ricambio? O senza la pochette per rifarsi il trucco? E gli assorbenti? Le chiavi di casa nostra, dei genitori, dei suoceri, della villetta al mare?
E lo snack salva buco allo stomaco? Le caramelle per addolcire la giornata? L’antidolorifico per i giorni di ciclo?
Nel mio portafogli mancano spesso i soldi ma mai i cerotti. Sia quelli per i taglietti last minute sia quelli salvavesciche del dr sholls.
E poi la bottiglietta d’acqua, l’ultimo libro workinprogress, il telefono che telefona fotografa connette, naviga, le foto di tutta la famiglia, qualche santino regalato dalla nonna che pare peccato buttare via, la chiavetta USB, la penna, una pashmina che non si sa mai, cambiasse tempo, i fazzoletti (anche usati) e magari anche le ballerine salva piede e l’ombrello.

Ho dimenticato qualcosa?

Sarà per questa specie di sindrome da tartaruga, come mezza casa sulle spalle, che compro sempre borse extra large.
Non che non ami le piccole, ma…vuoi mettere avere una borsa dove puoi infilare una lampada, uno specchio che canta e una pianta rigogliosa?

E questo è il mio acquisto mattutino.

Non avrei dovuto/potuto…ma non ho resistito.
E sto qui ad agognare il momento del riempimento con tanto di check list da brava esperta di problem soling con tanto di corso fatto:

– pettine ok
– trucchi e parrucchi ok
– acqua rinfrescante ok
– stuzzichino meta mattina ok


And here we are
🙂

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