Ecco le cose che piacciono a me

Chi di noi non ha impresso, marchiato a fuoco, inciso indelebilmente, un particolare momento?
Non dico tanto.
A volte è solo un attimo.
Un fugace sorriso.
Una memoria che, archiviata li, fra mente e cuore, ci regala un pizzico di gioia nostalgica e inossidabile.

La felicità è, a mio avviso, fatta di questi specialissimi momenti.

Li viviamo e neanche siamo consapevoli di quanto ci faranno compagnia negli anni a venire. Quando li richiameremo per confortarci, per strapparci un sorriso, per ricordarci che non tutto di quella relazione, amicizia, lavoro, era sbagliato.
Che abbiamo salvato qualcosa di bello, magari guadagnato un amico inaspettato, o un bacio improvviso.

La mia è una collezione vasta, ma oggi, parlando con mia figlia sul perché la vita vale la pena viverla sempre e comunque, ne ho ricordati dieci tutti d’un fiato.
Li condivido con voi e spero davvero di leggere i vostri.
Amplifichiamo l’amore_

E quindi, ecco dieci istanti preziosi sui quali spesso mi cullo il cuore:

Nonno Nannì ed io, vicini alla finestra della nostra vecchia casa. Lui mi tiene sulle ginocchia e mi insegna a contare le dita delle mani, i giorni della settimana, i mesi del calendario. Con noi un canarino giallo che non aspetta altro che qualcuno apra la sua gabbia per volare via.

Terza o forse quarta elementare, mia madre mi accompagna in classe e al mio arrivo, Bernardo mi dice che sono bella come un fiore di primavera.

Maggio, sole e temperatura estiva. Mio cugino ed io, vestiti da scuola facciamo il bagno al mare. Un rimprovero a non finire. Ma che spasso.

Agosto, notte di San Lorenzo. Ascolto rapita e con occhi innamorati tutto il funzionamento del tubo catodico.

Mia madre che mi prende i piedi fra le sue mani e me li strofina dolcemente per scaldarli. Tante, tante volte.

Un carnevale alcolico e libertino. Io vestita da Biancaneve,lui da dalmata della carica dei 101. Più di due anni a sospirare per quella sequela baci. Sono tornata a case a macchie ma ne valeva la pena.

Sulla clio bianca, io vestita di un abito lungo di lino, bianco, lui al volante. Entrambi consapevoli delle promesse che ci saremmo fatti di li a un po’. Destinazione ristorante cinese. E quel vuoi sposarmi che ancora mi fa annodare lo stomaco.

Gennaio. Vento e profumo di mare d’inverno. Noi due che ci annusiamo, ci troviamo,nonci lasciamo più.

Un pomeriggio d’aprile al telefono con l’amica del cuore per capire il senso di quei valori hcg. Prima lei del futuro papà. Perché certe complicità hanno il loro grande valore.

Due mattine intense. Due mattine con la stessa identica intensità. Lo stesso dolore. La stessa felicita. La mia mano su quella pelle. Calda, intonsa, appena venuta al mondo. E la mano di mio marito con noi.

20130518-221423.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: