Mi sorridono i monti

Ah…le rilassanti vacanze in montagna!
Chi oserebbe dire il contrario?
Il verde delle valli.
Il verde più verde delle montagne.
Il profumo del verde, del pino, del legno.
E dire che sono una figlia del mare. Pesci dentro e fuori. Asciugamano in spalla, zoccoli di legno, Nivea, e via, tutti in spiaggia.
Eppure la montagna mi sorprende sempre. Mi lascia basita. Mi coinvolge e mi appassiona al punto che mi ritrovo sempre a cercare una casa qui, fra il nulla e il verde più verde del creato.

Il mare stressa.
Mettetevelo in testa.
È salubre fino alle dieci del mattino poi diventa il delirio.
Tutti che arrivano carichi sul generis famiglia Brambilla, canotto sul tetto, borse e lettini pieghevoli.
Colpa della crisi e degli aumenti demaniali, ma le spiagge libere sembrano un formicaio. Ti alzi per andare a comprare una pizzetta calda o un ghiacciolo alla menta e ti trovi a fare la gimcana fra gli asciugamani multicolor, fluorescenti, forzajuve, stra- lavati, griffati. Ce n’e per tutti gusti.
E si suda, e i bambini la fanno un po’ dovunque, e scorrazzano in tenuta adamitica inseguiti dal richiamo dei genitori, dei nonni o – per i più chic- delle filippine.
L’odore delle creme solari supera di gran lunga quella del mare stesso.
E la sabbia ti si infila ovunque. O, se sono i sassi, ti piccano, sulla schiena, sui piedi, dal fondo vischioso attraverso il quale tenti di prendere il largo.
Le persone arrivano come una fiumana.
Occhialoni scuri, tshirt che hanno visto tempi migliori, abominevoli code di cavallo atte a lasciare il viso scoperto.
I ragazzi sono in genere sfiancati dalle notti passate in discoteca o per locali. Le coppie sono in genere infastidite dagli schiamazzi dei bambini; qualcuno tenta di nascondere microscopici cani sotto il lettino, qualcuno usa Guerra e Pace per farsi ombra sugli occhi.
C’è ancora chi fuma e getta la cicca per terra in un atto di palese terrorismo.
C’è sempre chi interviene nelle discussioni del vicino di ombrellone, in un atto di scontata cafoneria.

Le giornate al mare sono infinite.
Iniziano presto e non finiscono mai.
Sveglia, vestizione, colazione, controllo borse, asciugamani, costumi di ricambio, quantità crema scudo 50sp, caricamento macchina, ricerca del parcheggio, scaricamento macchina, incollamento borse e giochi, strada fino al Bagno, colonizzazione lettino e sdraia, saluti e convenevoli con i vicini, svestizione, gonfiaggio ciambelle_braccioli_materassini_ammennicoli vari, spalmaggio creme fronte/retro, via in acqua.
E poi uscire,doccia, pettinata, asciugatura, cambio costume bimbi, rispalmaggio crema fronte/retro, intrattenimento, ghiacciolo o granita o caffè del nonno, ri-vestizione, strada, auto, casa, pranzo, pisolino, doccia, capelli, doposole, prendisole, porta, auto, parcheggio, passeggiata, aperitivo, cena, passeggiata, dopocena, amici, saluti e convenevoli,…mezzanotte.
Negozi aperti ad oltranza.
Volti e schiene effetto toast.
Battaglie epiche per un parcheggio.
Nervosismo collettivo.
Stress da divertimento a tutti i costi.
Code.
Su code.
Su code.

Vuoi mettere la montagna?
Il verde delle valli.
Il verde più verde delle montagne.
Il profumo del verde, del pino, del legno.
Negozi chiusi dalle 19. Serrati, Sprangati.
Negozi chiusi il sabato pomeriggio o aperti fino alle 18.
Negozi tassativamente, inequivocabilmente, ma che scherzi!, chiusi, la domenica pomeriggio.

Si sta a casa, si va alla messa e poi al lago.
Tutti insieme.
Così come la famiglia deve stare.
Ci si annoia.
Si respira. Eau de mucche et lillà.
Non si soccombe nell’umidità.
Non ci si scanna per un posto auto. Tutt’a più si pagano 10 euro di parcheggio a Bolzano per due ore e mezzo di sosta.
Si vive.
Meglio penso.
E lo penso seriamente giochi di parole e luoghi comuni a parte. Lo penso pur amando il mare come fosse parte di me.

E ora portatemi un tris di canederli con finferli e a seguire una megafettona di strudel caldo con panna.
Grazie_

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2 commenti
  1. Mammu ha detto:

    Bellissimo, ben detto e ben scritto! Sono d’accordissima! Io però non sono mai stata molto amante del mare, almeno non così come si fa in Italia. Da adolescente ancora in Estonia andavamo sempre nelle spiagge un po’ selvatiche diciamo per avere pace e tranquillità…e per non farci fregare la borsa o le scarpe 😀 Preferisco aria fresca delle montagne e laghi e fiumi all’aria inquinata dalle macchine vicino al mare. =) Poi quando non si ha i bambini è una cosa andare al mare, ma quando hai i figli diventa un impresa non facile e stressante!

  2. acciaio73 ha detto:

    Al mare con i figli è come partire per un week end. Borse su borse. Giochi. Ricambi. Il livello di stress tocca l’apice. E le rughe intorno agli occhi si infittiscono.
    😉

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