Trimamma a chi?

Una serie di eventi mi ha tenuto lontano da questo angolino di pensieri e parole sparse. C’è stata la fatica del B&B da paese di mare. Tutti ad affogarsi nelle ferie agostane. C’è stato il pre-scuola. Come molte mamme blogger che ho letto in questi giorni, il tempo è volato fra grembiuli da ricamare, zainetti, kit “sefacciolapipiascuolahotutto”, preparazione psicologica del pupo “mamma ti lascia con le maestre Angela e Carla, hai visto come sono carine? Poi però torna e insieme andiamo…facciamo…ci coccoliamo…”.
Anche Miss Paturnie 2013 ha preteso e meritato il suo tempo. Prima media vuol dire niente grembiule e materie nuove. Quindi caccia al corredo da quasi teenager e svuotamento portafoglio di una cifra considerevole fra libri nuovi e non, materiale arte-tecnica-motoria-cancelleria e affini.
E poi il festone per il terzo anno di Lello.
Una stanza piena di palloni da gonfiare, una montagna di sandwich da farcire e una quarantina di invitati fra grandi e piccoli da intrattenere.
Uno spasso.
Specie con la pancia di nove mesi, il mal di schiena dietro l’angolo, il duo acido e pipì stop ogni tre minuti.
A questa sequela di attività già in programma si sono aggiunti una bronchite collettiva e condivisa fra tutta la famiglia. Nel piccolo si è manifestata con una semplice tosse e una leggera febbricola. Io sono stata condannata a 15 giorni di raffreddore e tosse spacca costato, mio padre a 14 punture di Rocefin e mia madre ad un ricovero urgente che con oggi arriva a quasi un mese.
Uno scialo.
Della notte in cui ho partorito ricordo esattamente di aver detto “non ce la faccio. Sono stanca. Tanto stanca. Troppo stanca”.
Ma poi l’ho messo al mondo.
Veloce e intenso come un parto dovrebbe essere.
Stanchezza inclusa.
Di martedì 17 naturalmente. Per chiudere il cerchio di questo tour de force e alla faccia di tutti gli scaramantici della terra.
Perfetto nella sua nudità, nella sua purezza.
Noi ci siamo capiti subito.
Noi ci capivamo anche in pancia.
Un figlio che mi ascolta, ho sempre pensato.
Che ha viaggiato con me nove mesi non facili ma che non ha mai mollato.
Mi ha invitato a guardare il lato più ironico, a credere nella vita, a danzare sotto la pioggia aspettando l’arcobaleno.
Mi hanno chiesto in molti se l’avevamo cercato.
Un dono non si cerca.
Si riceve.
E ad una mamma che giusto una settimana prima mi ha vista nello splendore della mia massima espansione e senza un “ciao come stai” o un “quanto tempo che non ci vediamo” mi ha detto “ma ci stai con la testa?” ho detto, “si, ci sto tutta”.
Che poi forse, non è vero.
Perché un po’ esaurita sono.
Perché piango per un nonnulla e mi sento sconfortata per l’appendice tondeggiante che non c’è più.
Perché sono entrata in sala parto con il Rescue Remedy di Bach che scorreva a fiumi e insistevo per offrirlo a tutti neanche fosse stato un aperitivo.
Non ne faremo altri.
Questo lo so.
Quarant’anni pesano e anche il lavoro perso, gli impegni fra bimbi e anziani, la coppia da lasciar respirare ogni tanto.
Ma mi mancherà la maternità.
Quel senso di “abitato” che ti accompagna, che ti fa parlare dentro, che ti fa prendere cura di te in modo diverso.
Mi mancherà il conto delle settimane e quello scorrere lento e velocissimo dei mesi. Tutto si sposta dentro di te e tu, per forza fai spazio ad una nuova vita.
Il processo è infinito.
Oggi lui è qui e cerca il suo posto fra noi.
Fra una sorella che si è eletta vice mamma. Un fratello che lo crede “il MIO bebè” un padre innamorato ma travolto dagli eventi e una piccola me.
Dicono che il terzo cresce da solo.
Dicono “coraggio” ci vuole per farne tre oggi.
Dicono.

Io mi sento in balia delle onde. Sballottata dagli ormoni e dalla reale mole delle cose da spicciare.
Attacco e scarico lavatrici.
Carico e svuoto lavastoviglie.
Sono subito stata sommersa dal ruolo di “tri-mamma”.
Ti trita.
Ti tritura.
Ti terrorizza.
Ti tramortisce.

Non mi sono mai sentita più viva di così.
Più felice.
Più innamorata.

Benvenuto figlio nostro.
La vita, contro la morte.

P.s. Ricordatemi di raccontarvi l’avventura con la degente cinese. “glasse lisate pel tutti. Galantito”:-)

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4 commenti
  1. Mammu ha detto:

    Leggere i tuoi post mi emozione sempre, da mamma a mamma. Auguroni per l’arrivo del terzo dono e ti auguro anche tanta forza e pazienza! 🙂 Ho adorato la tua frase, che un dono non si cerca ma si riceve. Me lo ricorderò per il futuro 😉

  2. apicaday ha detto:

    Auguri a te e alla tua famiglia! Benvenuto al piccolo! Tanta forza a te!
    Ok ora piango!

  3. claudia ha detto:

    mi sembra di conoscerti da sempre….forse perchè condividiamo molte emozioni ( 3 figli piccoli anche io!!), ritrovo le mie descritte da te in questi post, soprattutto in questo….
    Grazie, è un piacere leggere questo blog!

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