Non ci sono paragoni

Capita.

Succede che ne infili cinque o sei una più sfigata dell’altra.

Non c’è un perchè o un percome. Fai strike con Madama Sfortuna e vai avanti.

Tra giovedì della scorsa settimana ed oggi è stato tutto un susseguirsi di danni più o meno riparabili. Partiamo con la pioggia torrenziale che ha bloccato il cancello di casa. Morto. Muto. Click del telecomando. Niente.

Attacchi e stacchi la corrente. Riclicchi. Niente. Chiami il marito in ufficio. Lo supplichi di venire a pranzo. Scende. Clicca. Funziona.

Quale stregoneria è questa?

Poi in verità, come lui se n’è andato il cancello ha di nuovo serrato i ranghi e noi abbiamo vissuto momenti da Muro di Berlino. Chiamare l’elettricista no…è?

Chiamare l’elettricista. Pare facile. Se hai la rubrica sul tuo smarthphone comprato per sostituire l’amatissimo iphone e tuo figlio, quello biondo, te lo rompe per la seconda volta in 5 mesi. Beh, l’impresa di articola.

Scene di panico. Vetro intatto. Schermo verde. Quasi 1000 foto dentro. Tutte le ricette scaricate e salvate in ordine in un’apposita cartella, ebook, libri, contatti, e nessun back up. 

Dopo 32 telefonate di fila al marito, con toni da “cos’ho fatto per meritare questo?” “non ho mica ucciso nessuno io” ” non ce la posso fare” “sigh sigh sob sob” “cosa resta della mia vita? uno stupido smartphone con la copertina fuxia che giace li, inerme” siamo passati allo scaricare il programma giusto sul computer sbagliato. 

Certo. La prima, dritta non poteva andare.
Apriamo un altro portatile. Riscarichiamo. Risblocchiamo. Riconnettiamo in remoto. Scarichiamo le foto. Facciamo il back up (ma perchè il back up non lo fai? ma perche la microsd non ce l’hai?… ). Almeno quello.

Foto salvate. E siamo solo a giovedì.

Senza telefono e con un cancello che si apre manualmente mi ricordo della riunione accennata da mia figlia per i rappresentanti della sua classe. Trafelata e con l’umore a livello scarpa da trekking affondata nella melma montanara post piogge invernali, arrivo a scuola e sbatto il muso con l’insegnante di mia figlia, l’unica che lei davvero detesta. Dove va? al Consiglio di classe della…

Ah sì? e perchè corre? mica è oggi. E’ la prossima settimana.

Bene.

Ok.

Ricominciamo.

Mettiamo la testa in modalità Rossella O’hara. Domani è un altro giorno e non è detto che sia migliore.

Non mi lascio convincere da mio marito a riparare un telefono che ho pagato 600 euro ad agosto, e altre 200 a settembre dopo la prima tragica caduta che ha mandato perse tutte le foto delle vacanze e della nascita del bebino.

Mi metto in testa di farne uno nuovo. Uno economico. Uno senza rimpianti.

Navigo per un po’ e mi imbatto in una promozione Samsung s3mini. Perfetto. Vada per questo. Il sole splende. Il figlio è stato tettato, via in auto verso Euronics, come da volantino segnalato.
Arrivo, scarico il passeggino, carico lo sleepingtato, entro alla ricerca del telefono. Il nulla. Niente. Nada de nada.

Il commesso, alto, rosso, riccio, mi guarda con aria circospetta al terzo giro della postazione telefonia.

Prego?

guardi…cerco l’offerta per l’S3mini.

EHHHHH?

ma non mi arriva da mesi. Ma dove l’ha vista? dove? DOVE? e io sempre più piccola gli dico internet. Internet DOVE? sul nostrositoonline?google? cercandocosa? su, allora? e si mette a battere i tasti furiosamente. 

Me la svigno.
il telefono non c’è. La figura è stata fatta. Il trend persiste sul negativo con tendenza al peggio e il pupo si agita sul passeggino.
Smonto e monto in auto. Mi sposto verso un MediaWorld.

Con la coda dell’occhio passo davanti a un Tronynoncisonoparagoni, e al terzo giro in rotatoria per decidere se scendere e rimettere in scena il teatrino del smonto, passeggino, monto passeggino, pupo, entro, chiedo…decido di tentare.

Il negozio è in manutenzione e chiedono scusa per il disagio. C’è effettivamente kaos. Ma il commesso simpaticone non mi molla e mi vende un telefono decoroso per una cifra presente nel mio portafogli.

Gli mostro il fratello danneggiato. Guarda, vedi? funziona ma è tutto verde. 

Restiamo in muto, silenzio. Un velo di cordoglio nei nostri occhi.

Va be’, fa lui pratico, passami la sim che la mettiamo. Apriamo il corpo inerme e la sim è di quelle nano. Non va bene. Ok, a casa ho il “coso” originale. Ci penso io.

Solite operazione di carico e scarico. Arrivo a casa e senza neanche sganciare il bebè dall’ovetto vado alla ricerca della parte di scheda. Dopo una ventina di minuti inizio la litania dei padrenostridoppi a sant’Antonio. Su…fammi trovare sta cosa che non so neanche come chiamare…e cerca…cerca. fra scatole, scatoline, tazze, contenitori, ne salta fuori una non mia, ma dotata di.

That’s wonderful…

Siamo a cavallo. Vai. Monto. Metto in carica. Lui c’è. Vai di back up.

Si.

Va là.

Lo strumento per quanto samsung non è riconosciuto dal programma. Il back up rimane li con tutti i miei contatti fuori sim e i miei 149 livelli di rescue pet saga. E perdindirindina.

A questo punto, armata di telefono nuovo, decido di andare a comprare una nuova cover anti urto, anti demolitionman in brachette corte. Entro nel solito ipermercato e mi fermo a fare il saldo post acquisto mattutino. Leggo il foglietto e tac…lascio il bancomat allo sportello.

Li. Solo. Senza di me. Per la quarta volta nella mia vita. E neanche nello sportello della filiale, ma in quello di un ipermercato. 

Mi sono giocata il bancomat.

Non è più un trend è una partita seria. Sfiga contro me. Segna la sfiga, tre a zero. Con soli dieci euro di capitale in borsa, un telefono nudo ed esposto ai possibili attacchi dello spartano, e il pieno fatto da mio marito, affronto il week end.

Ok…c’è sempre l’ipad. 

ah

ah

ah

se non fosse per quella rete che dallo spigolo in alto a sinestra è partita fino a raggiungere il centro dello schermo.

Toh. Ci siamo giocati anche l’ipad.

Qualcuno vuol venire ad appiccare fuoco al pc?

no, così, per avere tutta la tecnologia di casa parimenti ko.

Un pò come me, in questo meraviglioso, inizio primavera.

 

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4 commenti
  1. No dai basta. Vieni qui che ti presto io mio, anzi no aspetta: te lo regalo!

  2. guarda, apprezzerei tantissimo il dono.
    Ho appena foderato le crepe dell’ipad con lo scotch.
    Ho la faccetta tristissima.
    E anche lui.

  3. Qui a Milano ci sono dei cinesi che con 30 Euro te lo fanno nuovo nuovo.

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