Scandalo al sole (d’Italia)

Ah, come mi manca questo blog. Mi manca come la nutella quando sono a dieta, come il Natale nella bolgia del ferragosto, come il blu quando la moda impone il nero passpartout e come mio marito, ogni giorno quando ci guardiamo ma non c’è tempo nemmeno per dirsi come stai.

Stasera però sono carica e ho bisogno – agogno – devo! – scrivere. O scoppio. Mi disintegro per autocombustione.

C’è che l’estate delle grandi manovre ospedaliere non trova pace. Eccomi qui a combattere con due genitori difficili da gestire e un sistema di supporto nazionale che mi fa piangere di disperazione.

Cronistoria breve ma incisiva:
pile di carte e documenti e visite e invii elettronici e raccomandate e incontri in patronato per invalidità, legge 104 e accompagno per mamma. Dopo lungo peregrinare, ecco. La luce in fondo al tunnel. Sì…ce la possiamo fare.

Arriva tutto. Legge 104 concessa. Io prendo una anno di congedo per traghettare il recupero di mio padre e gestire il dramma cronico di mia madre e mi chiama l’INPS.
Gentilissimo.
Puntualissimo per dirmi che…attenzione attenzione: io figlia unica di genitori di 80 e 86 anni di cui uno con invalidità totale e grave non posso usufruire di tale congedo perché mio padre è convivente e vivente e quindi spetta a lui accudire mia madre.

Siete in un muto, scandalizzato, attonito silenzio?

io si.

Cioè, il nostro sistema previdenziale prevede che a prendersi cura di mia madre sia mio padre di 86 anni.
Malfermo, malconcio, lucido a sprazzi e sprovvisto di invalidità solo perché da persone oneste quali siamo non riteniamo necessario avviare una procedura di invalidità.

Mio padre è anziano.
Ha tutte le patologie tipiche dell’anziano.

È stanco, con i riflessi rallentati, con la digestione rallentata, la testa rallentata, incastrata su alcuni momenti della sua vita.

E lui, lui dovrebbe accudire mia madre. Su una sedia a rotelle. Con un pannolone. Con una bombola di ossigeno che è la sua ombra sempre e ovunque.

Ecco io questa cosa la dovevo mettere nero su bianco.
La dovevo scrivere.

E se potessi la griderei al mondo intero.
VERGOGNATEVI.

Per accudire mia madre, io, figlia unica di due genitori anziani e conviventi con me, mio padre dovrebbe essere morto, o separato o invalido. Come lei, più di lei, meno di lei. Ma con una patologia invalidante. Altrimenti c’è lui, con i suoi 86 anni, le sue cataratte, il suo forsetumore inoperabile, le sue gambe gracili e gonfie, la sua testa ballerina che lascia bollire un pentolone di brodo tanto da bruciare anche il fondo.

Ho svolto delle ricerche e scoperto che fino al 2012 c’era un tetto di 65 anni. Si diceva che oltre quell’età era scorretto caricare un coniuge o un genitore dell’accudimento di un disabile: tirarlo su dal letto di peso, metterlo nella carrozzina, fargli il bagno, cambiare il pannolone, la traversa, preparare pranzi e cene, servire e sparecchiare, stirare, lavare, andare in banca, dal medico, in farmacia…

Tutto questo lo dovrebbe fare mio padre, a 86 anni, con i suoi ricordi vivi di un passato di cinquant’anni fa e un buco nella memoria sulla cena di ieri, che ti chiede cose accadute un mese fa e alle quali tu hai risposto. Non una, due, tre volte, ma piu volte ogni giorno fino all’esaspetazione.
Uno che è al limite dell’autosufficenza e che non riconosce gli amici, i parenti, i nipoti.

L’età signora non è una malattia.
No. Non lo è.

Ma che vergogna. Che squallore. Che tristezza. Povera Italietta nostra. Poveri noi.
image

“…

​Sarebbe altresì importante valutare se le patologie di cui è affetto il disabile (malattie mentali, paresi, ecc..) siano compatibili con lo “status fisico” di chi è designato per legge all’assistenza. Non è scontato che il fatto di non essere portatore di patologie invalidanti (D.I. n. 278 del 21 luglio 2000) faccia necessariamente del familiare, indicato dalla norma, un soggetto “abile e arruolato” alla cura del disabile.

​Troppe variabili possono rendere inefficiente l’assistenza e, alla “fine della fiera”, l’attore principale è sempre il disabile e non può essere in alcun modo compromesso il diritto ad avere un’effettiva ed efficace assistenza.

…” (estratto dalla circolare patronato inca-cgl/ Prot. n. 101/2013/RS/rb)

Mi conforta sapere che qualcuno (L’ANCI) ha sottoposto un interpello al riguardo che, come ci si aspettava, ha dato risposta restrittiva e assolutamente non a favore del disabile.

20141115-171823.jpg

20141115-171838.jpg

20141115-172926.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: