Dell’adolescenza e degli altri demoni

Sarà capitato anche a voi, o magari vi capiterà prima o poi di condividere la vostra vita con un’adolescente.

Esemplare neanche tanto raro di giovinetta con ormoni altalenanti che il katun di mirabilandia gli fa un baffo, umore tumblr con “oh mio Dio io ho il mare dentro e tu, tu cosa ne sai” e lo smarthphone come estensione della mano e dell’occhio e di qualsiasi altro canale di comunicazione.

L’idolo medio non è più un cantante d’oltremanica ma un semicoetaneo che si racconta daybyday su youtube e ha folle di ragazzine urlanti che lo acclamano.

Sull’aggettivo “urlanti” non esagero avendo partecipato (io e altri poveri cristi come me) ad almeno un paio di incontri nei centri commerciali della zona e vi assicuro, le mie orecchie ve lo possono testimoniare, urlano come ossesse il nome del tipo come se non ci fosse un domani. E piangono! Giuro. Piangono.

L’ultimo meet&greet è stato quello di Michele Bravi.

Michele Bravi chi? Mi dicono in molti.

Beh signore, sveglia! Se non sapete chi è, urge corso di aggiornamento.

Lui è il #toccodignocco per eccellenza. Vincitore di Xfactor, youtuber, cd con 6 o forse 7 tracce e look alla Edward Cullen.

Michele Bravi è diventato il motivo per cui mia figlia, una ragazza che ritenevo fuori dalla media avendo iniziato a parlare e leggere in età da pannolino, fissa con sguardo perso il muro della scuola al punto che la sua centenaria insegnante di lettere mi ha chiamata per parlare del suo stato di apatia.

“Apatica”. L’ha definita così. E anche “sotto tono” e “assente”.

Spiegaglielo a quella lì, senza mai figli, senza più voglie, che lei è innamorata. Hai il suo idolo. Mi whatsappa le sue foto, le sue citazioni, e io mi ritrovo la memoria del mio telefono piena degli occhi blu (ma forse cambiano anche colore) di questo ragazzetto.

Michele Bravi ha lanciato un contest. Un video di due minuti per raccontarsi ed invitarlo a casa tua. Fatto e montato in un pomeriggio. Lo guardo e mi sciolgo come neanche alla dichiarazione di Meredith Grey a Dereck Shepard “prendi me, scegli me, ama me” .

Detesto questo stato catatonico di mia figlia. Questo suo folleggiare per un idolo così…come definirlo, così poco idolo. Così figlio dei vicini di casa, compagno di banco, uno speciale, uno fra tanti.

Eppure provo per lei un’immensa invidia. Ricordo con perfezione quella sensazione di leggerezza e malinconia. L’infatuazione per un divo (va be’ dai…dopotutto ha delle fans, tante fans e canzoni che ormai riconosco) è il primo step verso quella che poi sarà la cotta, e poi la sbandata, e poi ahnonmiamavogliomorire e poi l’inizio di una vita amorosa più o meno seria dipende da come Cupido scaglia le frecce.

Mamma, ci pensi, quando Michele verrà a casa nostra? Gli cuciniamo il sushi?

Mamma, guarda, quant’è bello? Ma lo sai che era cicciotello?

Mamma, le sue canzoni….ma le senti le sue canzoni?

Mamma, la vedi, questa è la signora Longari. Io vorrei essere la signora Longari (ndr. È il cane, cioè mia figlia si vuole reincarnare nel cane di Michele Bravi. Lasciatemi qui, su questo muro a sbattere la testa, vi prego).

Dove sei De Andrè? Perché ci hai abbandonato?

E Francesco, il tuo concerto quest’estate, bello sai, ma perché hai fatto cantare anche tuo fratello? Sarà un De Gregori, però quasi che potevi portarti in tour Michele.

No perché Michele Bravi, è bravo.

E io sarò sua suocera. Almeno questa è la voce che gira per casa da un mese.
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1 commento
  1. Ele ha detto:

    La sua voce mi ha folgorato appena ha attaccato “La costruzione di un amore” a X Factor…e l’anno scorso, o quest’anno, non ricordo comunque diversi e diversi mesi fa, abbiamo condiviso il binario 2 della stazione di Civitanova Marche. Sì, Civitanova Marche. Non ho osato dirgli nulla, ma tornata a casa ho scritto un commento sotto una foto nella sua pagina facebook in cui chiedevo conferma che fosse davvero lui. Mi hanno risposto i due amici che lo accompagnavano. Trentaquattro anni e non sentirli. Poteva andarti decisamente peggio!

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