Si salvi chi puó

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Un altro giorno cosi e chiedo asilo in un convento di clausura.
Mica desidero tanto io. Solo un po’ di silenzio.
Svegliarmi e andare in bagno senza essere pedinata da un bipede già urlante. Truccarmi senza tenere con il piede il rubinetto del bidet. Aprire l’armadio e trovarci in miei vestiti e non una riunione carbonara di dinosauri di varie dimensioni e fattezze. Fare le scale senza avere sulle braccia 12 chili di figlio in piena ribellione a piumino e cappello da una parte e busta dell’immondizia dall’altra, con il rischio ogni volta di lanciare il figlio nel cassonetto e di legare l’indifferenziata nel seggiolino.
Arrivare all’asilo cantando, suonare il campanello e nel giro di due minuti essere in strada verso un caffè macchiato con doppio zucchero e brioche al pistacchio. Piuttosto che dover salutare tutti i bimbi presenti, fare una sauna per la temperatura equatoriale del nido e lasciare un tato gemente e piangente come e dovessi partire per l’America col vaporetto e mandare notizie dopo cinquanta giorni solo via raccomandata. Riuscire a smaltire in un nanosecondo file in posta e in banca. File dal medico e dal fornaio. File di formiche all’assalto del mio davanzale. E poi cucinare con calma, mettere piatti e bicchieri coordinati e trovarli integri e asciutti quando mi siedo a tavola, mangiare senza nessuno che piange perché gli fa male uno, due, tre denti e pure una gengiva;  o perché vuole la tetta; o perchèMicheleBravinonhasceltomeuffaperó; e la dentiera mi si stacca; e il cane ha fatto la pipí corri mamma!!!.
Vedere un programma normale, senza odiosi maiali parlanti, bambine russe che vivono con un orso, 4 fratelli che hanno capito tutto del sistema e vivono come parassiti in carcere. Ridatemi il silenzio. Il tempo per un libro che non sia una sala d’attesa chiacchierona o il cuore della notte. Un film di cui non devo decodificare il labiale per capire la trama.
Domani il padre mi molla e va in trasferta per lavoro.  Nessun nonno all’orizzonte. Scuole chiuse per Santo Patrono.
Le uniche parole che mi vengono in mente sono “si salvi chi può”.
E, Santi Numi, ho finito il Rescue Remedy.

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