21 e sto.

_L’amore non è una proprietà.
È un reciproco dono.
Ed è sempre troppo tardi quando inizi a piantare paletti e tirar su recinti.
Perché l’amore non appartiene.
L’amore si fa. Si vive.
E se lo senti scivolar via.
Non c’è gia più_

Sto con mio marito da 21 anni. Ed è stato colpo di fulmine proprio un Capodanno di tanti chili fa. C’era ancora la lira. Iniziava da poco la moda della rucola. Non esistevano i cellulari. Ne’ la mail. Daniele aveva lunghi capelli ricci legati con grazia con un elastico. Tante onde ordinate e nere.
Daniele mi ha amata subito. Nonostante la sua indipendenza e la sua corazza di egoismo che ancora gli recrimino.
La sua aria contro la mia acqua.
Ma tutto ci univa.
La musica. L’arte. I verdi di un bosco. La poesia di certi vicoli. Le radici del mondo.
Gli ho scritto montagne di lettere.
Pianto fiumi di lacrime.
Cantato per tutti i tragitti percorsi in auto.
E abbiamo riso. Riso da morire. Riso tantissimo.
Non sono mancati i bassi. Colpa mia. Quasi tutti. Che pretendo un amore sopra le righe, che cozzo con i suoi silenzi, che mal digerisco il quotidiano vivere.
Per me sempre a mille bisognerebbe andare.
Amare fino a farsi scoppiare il cuore.
Ed essere attenti a chi ci sta vicino. Curarlo come si fa con un giardino. Come fa lui con le nostre rose, che delicatamente pota, e mi arriva il timido tactac delle forbici.
Sorprendersi.
Impararsi.
Sapere di cosa si ha bisogno.
Il tempo invece è sempre poco. E in quello che abbiamo rimpiangiamo quel qualcosa di veramente grande che abbiamo vissuto.
Il nostro è stato un grande amore e chi vive un grande amore cerca solo quello, vuole solo quello e a quel livello li.
Il resto del mondo è fatto di persone che stanno insieme.
Noi invece c’eravamo trovati.
Incastrati come due tessere di un puzzle.
Alla perfezione.

C’è stato un tempo in cui Daniele è stato geloso di me. Poi ha compreso che la gelosia è un sentimento inutile.
Io amo le favole non l’imperfetta realtà. E mai, mai mi accontenterei di essere seconda a qualcuno. Il resto del tempo di un’altra donna. Io voglio tutto. E anche di più.
Perché c’è sempre quel qualcosa che noi riserviamo ad un unica persona. In quel unico momento.
Ne ho in mente tantissimi di questi attimi. E vado avanti sorretta proprio dalla loro meraviglia.

Molte cose le ho comprese con l’età.
Molte cose me le hanno insegnate i miei figli.
Molte cose continuano a mancarmi.
E allora sogno.
Apro un libro.
Scrivo.
Mi cullo il cuore aprendo vecchi album, guardando sorrisi di tanti giorni fa.

C’è stato un tempo in cui ho conosciuto la felicità. E la porto con me nonostante tutto.

C’è stato il grande AMORE.
Quello che ti toglie il fiato.

C’è tanta vita oggi.
Turbolenta, faticosa, crudele a volte.
Ma ricca, come il nostro letto sempre invaso dai bimbi e le nostre mattine confuse di tazze di latte rovesciate e zaini persi, e le nostre assurde conversazioni whatsapp. Poche parole. Ancora tanto amore.

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Parigi, agosto 1995

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