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Archivi giornalieri: gennaio 12, 2016

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Se mi ami ti cancello

Sarà il rumore quasi confortante.
Sarà la solitudine, finalmente, dopo una giornata strapiena di voci.
Sarà il non luogo, il posto di nessuno e di tutti, il buio fuori e lo sparo fluorescente dentro, ma per un momento tiro il fiato.
La centrifuga strizza panni e pensieri
Solito fritto misto di cose belle e brutte.
Felicità per le piccole gioie degli altri.
Quotidiane inquietudini.
Nel frattempo faccio da consulente spirituale a molte anime di dubbia moralità ma grande cuore.
E ho vinto anche il posto di coach motivazionali nella stesura del romanzo  erotico che sta scrivendo una con più palle di me. Dovrò rispolverare i classici del genere. Ho giusto un vago ricordo (seppur divertente) dei fondamentali.
Altrimenti più che un romanzo erotico le faccio un edit da casalinga frustrata.
C’è di buono che adesso più che mai ho piena consapevolezza di ciò che non voglio, di chi non voglio e di cosa non voglio diventare.
So esattamente cosa mi piace.
So esattamente cosa piace di me.
E posso nascondermi ancora meglio.
Lasciare che il cubo sia quadrato e di quel quadrato porgere un monotono lato.
Il bel sorriso.
La battuta leggera.
La soluzione in tasca.
E il resto di me buttato qua e la come tessere di un puzzle che non ha senso comporre.
Bastano in fondo le macchie di colore.

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Si parlava di mezz’uomini oggi.
Di codardi.
Di delusioni.
D’amore. E anche d’amicizia.

Si parlava di assenze.
Ingiustificabili a volte.

E di presenze di cui non riusciamo a fare a meno.
Come una droga.
Senza neanche sapere perché.
Senza nemmeno riuscire ad identificare il sentimento alla sua base.

Sarebbe bello capire il legame.
Il sottile filo che lega gli animi.
Ma forse si perderebbe di magia.
E crollerebbero troppi muri.
Troppe realtà.

Due le vie.
Accontentarsi di ciò che resta.
Ricominciare. Altrove. Ancora.

Perchè le bugie sono anche divertenti ma una vita bendati, non si vive.

_Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità_

Nazim Hikmet

Insonnia e vento forte.
Colpa di una chat dal sapore piccante che mi sono regalata stasera con un’amica.
E forse anche del raffreddore.
Il post di oggi non trovava corpo.
O forma.
Un po’ come la mia vita in questo intervallo di tempo.
Continua a non trovare requie pur nella sua immobilità.
Eventi meritevoli di racconto quasi nessuno.
A parte un cielo davvero strabiliante dall’alba al tramonto e la brioche al pistacchio nella quale ho trovato conforto a colazione.
Prosegue il trend negativo nella prole under 6. Tafferugli. Tranelli. Pianti e urli ad oltranza.
Il gatto è spesso vittima della situazione. Il cane ha imparato la lezione e si tiene lontano dai due barbari in miniatura.
Miss Paturnie non brilla in simpatia. Continua a detestare il suo prof. di storia che la ricambia con lo stesso astio e qualche ignobile 6 per punizione.
In compenso ha scelto la sua scuola e
iniziato il countdown al lancio verso la sua nuova vita da liceale e pittrice neoromantica.
So già che ne vedremo davvero di tutti i colori.

L’amore invece è stato rimandato a data da destinarsi.
Non c’è tempo.
Non c’è voglia.
A volte proprio non c’è.
Come ieri quando mi è caduta addosso mezza cucina, ho rotto due piatti, staccato il tubo dell’acqua, allagato due stanze e passato la mattina a raccogliere vetri, acqua e quella fila di pensieri e parole che avrei voluto dire ma non potevo. Pena il declassamento da cara moglie a classica rompiballe.
Ce ne faremo una ragione.

Nel frattempo ho fatto un patto con Morfeo e stanotte farò sogni belli.
Magari incontrerò il Duca Bianco e annegherò nella sua bicromia mentre canta per me ancora una volta.

E allora, ciao insonnia.
Chiudo gli occhi.
Mi lascio cullare dal vento.
Mai elemento mi fu più caro, stasera.

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Ciao Duca!