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Archivi giornalieri: febbraio 25, 2016

Non vedevo l’ora di mettere un punto a questa giornata.
A questa data.
Lunghissima.
E mentre aspetto che i bimbi crollino e la testa possa correre dentro qualche sogno ad occhi aperti, mi coccolo il cuore con la Merini.
E domani è un altro giorno.
Mi dico.
E anche domani passerà.

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_La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri…
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
(…)
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore_

Buonanotte con l’Alda

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Dicevamo ieri che i bambini stanno male ed io sono immolata alla causa insieme a loro, ad un gatto schizofrenico e un barattolo di crema alle nocciole formato famiglia.
Passo il tempo sbrigliando le storie d’amore alternative delle mie amiche e mi languisco un po’.
Qui calma piatta.
Un figlio a destra. Uno a sinistra. Gatto sui piedi.
Dormo male.
Mangio troppo.
Sto seriamente pensando di iniziare a fumare perché mi serve una dipendenza.
Qualcosa che mi sposti il pensiero altrove.
Un mese fa ho visto mio padre morire e quando chiudo gli occhi ho ancora tutto quel dolore addosso.
Quel senso di assoluta impotenza davanti alla vita che se ne va.
E la casa è ancora così piena di lui e di mia madre.
Resto io. Disassata.
Io che resto e non vado.
E sono una stronza perché so sempre lucidamente ciò che provo io. Ciò che provano gli altri.

Quando un uomo ti da un picche grosso come una casa bifamiliare con giardino, garage, e biciclette appoggiate sul muro poi non gli credi più. Non ti fidi più. Di sicuro non ti spogli. Cazzeggi. Come è giusto che sia.

Quando una figlia  sputa fuori il suo trattato di indipendenza puoi definitivamente archiviare la parola “bambina” ed entrare con la tessera onoraria nel club delle mamme di adolescenti. In omaggio striscette depilatorie, un pacchetto di assorbenti e la scheda di partecipazione a Donna Avventura.


Quando tuo marito non ti regala niente al ventunesimo anniversario, niente a San Valentino e poi se ne esce chiedendoti cosa vuoi per il compleanno, un po’…ma solo un po’ è…ci resti male.


Cose che vorrei per il mio compleanno:

_andare a Genova a vedere la mostra dagli impressionisti a Picasso e portare anche i bimbi all’acquario.

_andare a Firenze, Palazzo Strozzi, per la mostra da Kandinski a Pollock. Passando magari per Siena.

_ andare. Semplicemente.

Update_ sto male anch’io. Nessuno mi tiene la testa. I bambini danzano intorno al mio corpo. Stare male con i bimbi che stanno male dovrebbe essere introdotto tra i cataclismi del 21 secolo.