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Archivi giornalieri: marzo 6, 2016

Se capitasse a me
Oggi
Di innamorarmi
Lo direi
O sì
Lo direi
Nonostante i legami, i figli,  il cane il gatto il topo e l’elefante
Lo vivrei
Forse
Boh
Ma non butterei via un’occasione
Di amare ancora fortissimamente
Chissà per quanto poi
Che la vita
Dio, la vita vola
E dormire per sempre
È dietro l’angolo
Allora io
Io amerei
E mi lascerei amare
Per un giorno, un anno o una vita intera
Da vicinissimo o anche da lontano
Ma non rinuncerei
Non lascerei alla madre chiesa, al padre di tutti i moralismi e all’umana paura di ciò che sarà di portarmi via il mio desiderio.
Farei un’abbuffata di baci
E di carezze
E di parole
E sguardi lenti
Io mi concederei
Il lusso di sognare
Ancora
Di riempire gli angoli vuoti
Di nutrire il silenzio di certi giorni
Se toccasse a me
Ma no
Non sono io quella in fila con un biglietto per le montagne russe delle emozioni e per il tunnel dell’amore.
Io sono quella che ascolta
Quella che guarda le cose accadere
Quella che poi
Si fa una o due piroette nel filo spinato
E via
Tutti lontani da me
Quella che al lunapark spara al bersaglio con la carabina
E spende tutto in caramelle
E ingrassa
E caria i denti
Poco importa

Se capitasse
A me
Di innamorarmi
Di nuovo
Lo direi
Senza giocare
Senza tergiversare
Senza pretese
Se non quella
Di amare
Essere amata
Un giorno, un anno, una vita intera.

Per questo, cara amica, vai e ama.
Anche per me.
Senza rimorsi.
Senza clamori.
Senza tempo.

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Oggi torna mia figlia.
E torna il vento del nord.
Ho un incontro di lavoro e sono ancora in pigiama.
Lo spartano mi ha svegliata con un baciamano e un “buongiorno maestà” mentre lo stra_nano ha aperto gli occhi e detto “cucù”.

Mi è capitato sotto mano l’oroscopo di Pesatori. E quando ti capita l’oroscopo di Pesatori sotto mano e la giornata, la settimana, il mese, anzi l’ultimo anno è stato infestato da persone folli, un po’ ti viene da riflettere.

Perché Pesatori dice (…)

 non ti farà paura sognare, non ti faranno paura nemmeno gli uomini folli che non smettono di essere folli e noi non ci esalteremo e tu potrai addormentarti sorridendo (…)

Ora io mi immagino quest’uomo consultare gli astri, aprire tomi di astrologia applicata, telefonare alle 12 amiche del cuore, una per ogni segno dello zodiaco, e chiedere loro com’è andata la settimana per poi trarre le sue conclusioni.

Quella dei pesci, una calamita per pazzi scatenati come me, gli avrà detto che è stufa marcia di incontrare lungo il suo percorso di vita persone che hanno voglia di pulirsi le scarpe infangate sulla sua autostima. Di giocare alla volpe e l’uva dove gli altri sono le volpi e lei è l’uva. Tonda, attaccata al suo viticcio, in attesa della vendemmia che la porterà sulle tavole di qualche gaudente sotto forma di un rosso corposo e dal bouquet pregiato con un retrogusto quasi piccante.

A volte mi dispiace essere me. Essere così. A volte mi pesano i miei talenti. La mia arte del sopravvivere alle tempeste nonostante tutto. La mia resilienza.

A volte penso che gli altri vorrebbero solo vedermi piegata. Spazzata dal vento. Spezzata in maniera irrecuperabile.

Io invece ho sempre voluto vivere anche quando vivere mi faceva male da morire.
E ho sempre anteposto l’amore alla rabbia anche quando la rabbia mi consumava.

Perché i distruttori proprio non li reggo. I detrattori, coloro che si fanno la pelle sulla pelle degli altri, che godono delle tue debolezze, scherzano sui tuoi drammi, ti demoliscono per ergersi sulle tue macerie.

Ne ho avute intorno di persone così. Una vita intera.
Persone insicure, persone incapaci di osare, impaurite, prive di totale fantasia.

Le persone così si innamorano di te. Uomo, donna, poco conta.
Ti costruiscono un piedistallo.
Ti collocano lì.
Ti venerano.
Ti girano intorno come api laboriose al cospetto della loro regina.
Poi gli sale la bile, non reggono più il confronto e PATAPUMPETE ti scaraventano giù senza pietà.

E tu non soffri per il trono, che non volevi.
Soffri più per il rapporto fasullo che in qualche modo hai alimentato. E soffri per la mediocrità che ti circonda.

Io invece voglio addormentarmi sorridendo.
Sapere che sono amata e che il mio amore, la mia amicizia, le mie attenzioni rendono felici chi mi circonda.

Cose che ho imparato e non senza amarezza:
– nel cuore degli altri, non si entra con forza.
– si cammina in punta di piedi.
– non si va via sbattendo le porte.
– non si sparisce così, come lampi di notte.

Io, voglio addormentarmi sorridendo.