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Archivi giornalieri: marzo 9, 2016

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metà settimana. The sheep goes on, ovvero la pecora cammina. E noi, lasciamola camminare.

Ieri sembra si sia sbloccata una questione economica non di poco peso. La cosa mi alleggerisce il tomo dei pensieri notturni e mi fa tirare un sospiro di sollievo.

Oggi è arrivata la conferma dell’iscrizione alle elementari dello spartano. Anche lì. Non era un dramma ma una di quelle cose che ti crucciano se non vanno come speri. Invece, è andata. Altro sospiro di sollievo.

La serata al cinema è stata carina. La cena al greco buona. La compagnia piacevole. Il film (perfetti sconosciuti) corto ma ben strutturato. Anche se poi, stanotte mi ha dato da pensare. Tutto ruota intorno ad una serata a casa da amici dove un po’ per scherzo, un po’ per sfida si decide di condividere tutte le telefonate, gli sms, le chat, le email che arrivano nei diversi telefoni.

Via via che gli altarini si scoprono, le coppie scoppiano. E il gioco diventa al massacro.

Però due cose mi sono proprio piaciute.

Quando uno dei mariti presenti scopre che la neomoglie si sente per telefono con il suo ex la rimprovera di averglielo tenuto nascosto e pronuncia la frase di rito: ma non dovevamo dirci tutto? e lei risponde, sì, tutto quanto fa bene alla coppia. Ciò che serve insomma e non ciò che potrebbe inutilmente far traballare un equilibrio.

E poi la parola “frangibili”. Il fatto che tutti abbiamo dei punti deboli, delle cose nascoste, dei bisogni che cavalchiamo in un determinato periodo della nostra vita e con i quali già noi stessi fatichiamo a scendere a patti. Perché coinvolgere qualcun’altra fintanto che riusciamo a gestire il tutto? Perché alimentare le insicurezze di chi abbiamo vicino?

Chi ama protegge. Questo quello che il film dice. Chi ama nasconde. Perché il vero amore non è nel buttare tutto di sé addosso all’altro con il rischio di farlo affondare insieme ai nostri peccati, ma proteggere.

Il padre che va incontro alle esigenze della figlia per non incrinare ulteriormente il difficile rapporto con la madre, protegge.

Il marito che si accontenta di una relazione virtuale per salvare il matrimonio, protegge.

L’amico gay che evita di aggiornare i suoi amici circa il cambio di orientamento sessuale, protegge il nuovo compagno dai comportamenti beceri dei suoi “amici” maschi.

E così via.

Nessuno è esente dal peso di qualche segreto. L’umana fallibilità fa bella mostra fra un piatto di gnocchi, un vino biodinamico e un tiramisù fatto in casa. E ci si scopre uguali. Aggrappati a qualche messaggio ricevuto nel cuore della notte, pronti ad ignorare i piccoli vizi a fronte delle grandi virtù che tanto ci piace guardare.

Domani è già giovedì. Giorno di mercato e strade intasate. Ho di nuovo il singhiozzo e un mal di denti di quelli che chiama a raccolta anche le orecchie. L’oroscopo non promette nulla di buono. Insomma, il solito stand by che puzza di noia e tedio.

Prevedo una serata a lisciare pieghe sorseggiando Oki on the rocks e ascoltando la figlia ripetere confini, politica, agricoltura ed industria di qualche nazione al confine con Culonia.

In gran spolvero, e solo per stasera, citerò la mia amata Rossella O’Hara.

Per fortuna domani, è un altro giorno. E speriamo che al bar mi tengano la brioche con la cioccolata bianca e la menta. Una mano santa per le pecore che camminano.
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