frangibile.

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metà settimana. The sheep goes on, ovvero la pecora cammina. E noi, lasciamola camminare.

Ieri sembra si sia sbloccata una questione economica non di poco peso. La cosa mi alleggerisce il tomo dei pensieri notturni e mi fa tirare un sospiro di sollievo.

Oggi è arrivata la conferma dell’iscrizione alle elementari dello spartano. Anche lì. Non era un dramma ma una di quelle cose che ti crucciano se non vanno come speri. Invece, è andata. Altro sospiro di sollievo.

La serata al cinema è stata carina. La cena al greco buona. La compagnia piacevole. Il film (perfetti sconosciuti) corto ma ben strutturato. Anche se poi, stanotte mi ha dato da pensare. Tutto ruota intorno ad una serata a casa da amici dove un po’ per scherzo, un po’ per sfida si decide di condividere tutte le telefonate, gli sms, le chat, le email che arrivano nei diversi telefoni.

Via via che gli altarini si scoprono, le coppie scoppiano. E il gioco diventa al massacro.

Però due cose mi sono proprio piaciute.

Quando uno dei mariti presenti scopre che la neomoglie si sente per telefono con il suo ex la rimprovera di averglielo tenuto nascosto e pronuncia la frase di rito: ma non dovevamo dirci tutto? e lei risponde, sì, tutto quanto fa bene alla coppia. Ciò che serve insomma e non ciò che potrebbe inutilmente far traballare un equilibrio.

E poi la parola “frangibili”. Il fatto che tutti abbiamo dei punti deboli, delle cose nascoste, dei bisogni che cavalchiamo in un determinato periodo della nostra vita e con i quali già noi stessi fatichiamo a scendere a patti. Perché coinvolgere qualcun’altra fintanto che riusciamo a gestire il tutto? Perché alimentare le insicurezze di chi abbiamo vicino?

Chi ama protegge. Questo quello che il film dice. Chi ama nasconde. Perché il vero amore non è nel buttare tutto di sé addosso all’altro con il rischio di farlo affondare insieme ai nostri peccati, ma proteggere.

Il padre che va incontro alle esigenze della figlia per non incrinare ulteriormente il difficile rapporto con la madre, protegge.

Il marito che si accontenta di una relazione virtuale per salvare il matrimonio, protegge.

L’amico gay che evita di aggiornare i suoi amici circa il cambio di orientamento sessuale, protegge il nuovo compagno dai comportamenti beceri dei suoi “amici” maschi.

E così via.

Nessuno è esente dal peso di qualche segreto. L’umana fallibilità fa bella mostra fra un piatto di gnocchi, un vino biodinamico e un tiramisù fatto in casa. E ci si scopre uguali. Aggrappati a qualche messaggio ricevuto nel cuore della notte, pronti ad ignorare i piccoli vizi a fronte delle grandi virtù che tanto ci piace guardare.

Domani è già giovedì. Giorno di mercato e strade intasate. Ho di nuovo il singhiozzo e un mal di denti di quelli che chiama a raccolta anche le orecchie. L’oroscopo non promette nulla di buono. Insomma, il solito stand by che puzza di noia e tedio.

Prevedo una serata a lisciare pieghe sorseggiando Oki on the rocks e ascoltando la figlia ripetere confini, politica, agricoltura ed industria di qualche nazione al confine con Culonia.

In gran spolvero, e solo per stasera, citerò la mia amata Rossella O’Hara.

Per fortuna domani, è un altro giorno. E speriamo che al bar mi tengano la brioche con la cioccolata bianca e la menta. Una mano santa per le pecore che camminano.
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3 commenti
  1. Fa pensare in effetti questa cosa del proteggere. Non ho visto il film, però pur essendo una sostenitrice del dirsi la verità come regola, specialmente sulle cose importanti, credo però che ci siano situazioni in cui “dire tutto” faccia solo male e non serva. Parlo ovviamente di cose che non mettono in discussione un rapporto, però… non so, immagino che per ognuno siano diverse.

    • Ci metto un PENSO davanti.
      Ma…
      Condividere intimità vuol dire scambiarsi sentimenti e gesti a volte muti. Le parole sono spesso per gli amici. Per gli amori nuovi. Le relazioni migliori sono quelle che non richiedono ne verità ne bugie. Semplicemente si vivono e sono soddisfacenti cosi. Con ognuno le proprie zone d’ombra, i propri fantasmi. L’insieme non è la somma delle parti e la coppia non è io+te ma quello che noi diamo come risultato. Nonostante me.

      • Per me sono importanti le parole, però sì, anche i gesti e lo scambio dei sentimenti anche silenzioso. Ognuno poi dovrebbe mantenere un proprio spazio, penso, non essere sempre insieme, sempre uguali in tutto, quindi sì, non una somma ma due persone che condividono moltissimo. Tutto quello che permette di viversi la relazione e farla essere soddisfacente, in effetti. Restando comunque sé stessi 🙂

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