Un uomo così

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Sono andata al cinema ieri. Come faccio almeno una volta a settimana. Con un’amica. E con mia figlia. Mi piace avere un momento fra noi. Vedere non solo cartoni. Far sgasare l’adolescenza mentre facciamo la fila, mentre peschiamo popcorn dallo stesso contenitore, mentre commentiamo una  battuta, un attore, la fotografia.
Siamo arrivate tardi per il sequel de Il mio grasso grosso matrimonio greco così siamo ricadute su “Un paese quasi perfetto”. Avevo due ingressi omaggio in scadenza. Ce lo siamo fatte piacere.
La sala era semi deserta. Saremo stati una ventina a dir tanto. Quindi posti alti e centrali. Dopo dieci minuti di film quelli dietro a noi ci avevano fatto sssssshhhhhhhhhhhhhh due volte. Forse avevamo pure fatto un paio di commenti. Fabio Volo ha avuto un crollo che non passa inosservato. Cioè, sarà pure fisiologico. Naturale. Ma ti viene no, da dirselo. Dio, come si è imbolsito Fabio Volo. Poi c’era venuta la curiosità di dove fosse questo paese. Le cadenze erano sud. La storia sembrava nord. Solo alla fine focalizzi dolomiti. Anche se durante un dialogo fra Volo e il suo carissimo amico Leo vengono nominate diverse cittadine montane.
Il paese lo abbiamo googlato. Non esiste.
Comunque il terzo sssssssshhhhhh è stato seguito da un’alzata di voce e processione di insulti.
Cioè.
Il tipo dietro di noi, due o tre posti piu in là, preso dalla difficoltà di seguire una trama cotanto articolata, ha dato in escandescenza.
Ha tuonato BASTA! AVETEROTTOICOGLIONIUSCITESPOSTATEVIIDIOTESCEMEBASTAMAANDATEVIA.
E quella piu in là BRAVODIGLIELODIFARESILENZIO.
È?
Cioè.
Io vado al cinema da sempre. Alcuni film meritano il silenzio assoluto. La poesia. Il rapimento. Eppure c’è gente che sgranocchia arachidi da sacchetti di plastica. E fa risucchi di cocacola. E si alza per la pipì. E ti passa avanti due o tre volte. E se ti capitano i ragazzi parlottano di continuano. Sghignazzano. Noi eravamo tre. Sedute. Tranquille. A dieci minuti dal film. Si e no, due parole. Si rideva per le  battute. E tu mi dici Sssssshhhhhhhhhhhh? Ma cos’è la corrazzata Potemkin?
Un fil di Michelangelo Antonioni? Un Fellini?un Kurosawa?
Cioè.
È una cagata di film da blockbuster. Un film già visto. Con gli stessi attori. Piu o meno. Le uniche tre cose belle sono lo sguardo di Miriam Leone, l’interno della Parrocchia e la bici di Fabio Volo.
L’unica scena brillante quella con le due comari che ascoltano una telefonata piccante del dottore alla futura ex fidanzata. Per il resto la banalità.
Il classico filmetto italiano senza pretese. Che non ti lascia niente. Con una sceneggiatura che urla fantasia portami via.
Insomma il tipo c’è andato pesante.
Quando gli abbiamo detto …ma siedi…ma che dirai…lui è partito con una grandine di insulti.
Tanti.
Ma talmente tanti che ho scavalcato la fila e gli sono andata davanti alla faccia.
MACHECAXXODICI? MASEILUCIDO?MALISAICHISONO?CONCHISTAIPARLANDO?MICONOSCI?

e lui
STAIMUTASCEMASTAIZITTAIDIOTADAIANDIAMODIFUORIDOPOTIASPETTOVEDRAI

cioè
Tu, seduto dietro a me, padre di ipotetica famiglia dici a me madre di certa famiglia TIASPETTOFUORI?

perchè, mi metteresti le mani addosso?
MACHITITOCCAMIFAISCHIFO

Detto nel buio di una sala.
Ad una donna mai vista.
Con sua figlia in piedi dietro che gli diceva TELASMETTIDIDAREDELLUDIOTAAMUAMADRE?

E la compagna seduta, con le mani sulle ginocchia di lui a dirgli smettila. Smettetela. Basta.
E qualcuno che parlava di chiamare la sicurezza.

Un uomo così.
Vivici.
Facci i figli.
Portatelo al ristorante.
Al cinema.
Allo stadio.
Un uomo così ti denigra se le scarpe che porti non sono femminili.
Ti bussa sul finestrino se non gli lasci il parcheggio.
Un uomo così ti mette le mani addosso.
E ti fa sentire una merda.
Ci ha provato con noi. Figurati con la moglie e con i figli. E con i colleghi.
#poracci.
Quando gli ho chiesto nome e cognome, ha taciuto. Mi ha insultata. Quando mia figlia gli ha chiesto di calmarsi ha insultato anche lei. E la mia amica ha tirato fuori la parola migliore “ma non vi vergognate?”.
Io di un uomo così sì.
Mi vergognerei da morire.
100 anni di solitudine, due gatti e un vibratore.
Sto.

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4 commenti
  1. Sandra ha detto:

    Un uomo così non credo si meriti di stare nella categoria. Lo metterei più tra i “senzapalle”, che ominicchi sono comunque omini e quaquaraquà non hanno coraggio, manco per offendere

    • Ale…esterefatta! Cioè. Ma aei lucido? Ma ripigliati fratello. Ma la moglie? Io sarei sprofondata.

  2. mario ha detto:

    La verità? È pieno di gente così, pieno. Sono quelli che “non gli sta bene mai niente”, che “la colpa” è sempre di altri, quelli che i politici “vanno impiccati”; quelli che l’impiegato statale “non fa un cazzo” e il professore del figlio “è uno stronzo”; quelli la fila non vogliono farla, che le tasse non le pagano perché lo stato non funziona; quelli che “copia e incolla”. Quelli. E non hanno mai dubbi, mai. Sono sempre di più e anche se riconosco che il rumore che fanno li fa sembrare ancora più numerosi, l’impressione è di essere circondati.

    • Ecco. Proprio uno così. Un Barabba moderno. E la fa sempre franca Mario. Sai?

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