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Archivi giornalieri: aprile 8, 2016

E tu mi vieni a cercare.

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L’oroscopo di Pesatori dondola fra rabbia e amore. La canzone di Fabi mi parla addosso. L’amore alla mia età mi deprime. L’amore all’età di mia figlia è più un miraggio che un sentimento. Due amiche hanno deciso di mollare tutto e fuggire via. Ricominciare altrove. Io ho ancora un piede nell’aereo. Non credo scenderò presto. Il prossimo che mi fissa negli occhi e mi dice che sono tutto e molto di più gli sputo. Così, in scioltezza. E poi magari gli passo un kleenex pulito per sentirmi meno cafona.
Il prossimo che osa mettermi su un altarino lo stronco al primo accenno di idolatria molesta. Lasciatemi vivere la mia diversità emotiva in pace.
Ecco. Facciamo finta che non ti piaccio.
Che non trovi nulla in me. Che io sia un libro già letto e uno stornello già suonato.
Voglio solo scomparire.
Diventare una persona banale.
Una di quelle donnette votate al ragù della domenica e alle recite delle bambine di fine anno.
Sedere al sole.
Dondolare altalene.
Non regalare sorrisi. Ne rapimenti del cuore.

Non aspettare più niente e nessuno.

_Facciamo finta che io sono un Re
che questa è una spada e tu sei un soldato.
Facciamo finta che io mi addormento
E quando mi sveglio è tutto passato.
Facciamo finta che io mi nascondo
e tu mi vieni a cercare
e anche se non mi trovi tu non ti arrendi
perché magari è soltanto
che mi hai cercato nel posto sbagliato

Facciamo finta che io non mi spavento
quando arriva la fine, prima o poi capita.
Facciamo finta che chi fa successo…
se lo merita.

Facciamo finta che sono un eroe
e che posso volare e sconfiggere il male.
Facciamo finta che tu sei diverso
e che malgrado questo io non ti voglio ammazzare.
 
Facciamo finta che posso schioccare le dita
e in un istante scomparire
quando quello che ho davanti non mi piace non è giusto o semplicemente mi fa star male.
Facciamo finta che io torno a casa la sera
e tu ci sei ancora sul nostro divano blu.
Facciamo finta che poi ci abbracciamo
e non ci lasciamo… mai_

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Aspetto il sole e finalmente ho finito le lavatrici da stirare.
Ho finito una successione. Ne ho iniziata un’altra.
Ho più o meno finito i soldi in banca.
E anche tutta una serie di piccoli progetti che avevo da realizzare.
È finito anche marzo. È passata Londra. Il mare lontano. Il cielo dentro.
Ho cambiato portafoglio.
Scheda Sim.
Cd dentro la macchina.
Colore delle unghie.
La primavera avanza e i venti gradi mi sembrano la cosa più bella del mondo.
Uscire. Trovare i ciliegi. Applaudire le nuvole che attraversano il cielo.

Eventi meritevoli di nota:
– mia figlia si è greysanatomizzata, finalmente. E i suoi voti a scuola ne hanno tratto vantaggio.
– lo spartano ha guadagnato dieci centimetri nel suo personalissimo percorso di crescita. Sembra poco ma è tantissimo. E da unno senza pietà è passato ad aspirante cavaliere.
– thelastone ha imparato a dire blu e lo ripete di continuo e con grande soddisfazione. Tiè
– Neve è innamorata e mio marito mi ha detto che l’amore non esiste. Ho incassato. E sono passata oltre.

Sto tagliando legami manco fossi la Sposa armata di katana e tutina gialla.
Considero sempre più il tempo e le parole doni da non sprecare.
Faccio scorta di buoni propositi e ricevo ancora condoglianze e auguri di buon compleanno.
Ho iniziato a rimuovere da facebook, dal telefono, dal calendario dei compleanni,  tutti quelli che erano e non sono più.
Ho fatto pace col passato, ho accettato il presente, ma certe persone non le voglio con me nel mio futuro.
Voglio lasciarle lì.
Dove hanno scelto di restare anche quando mi hanno visto annaspare, annegare, risalire sputando e maledicendo a destra e manca il destino crudele.
Seduti placidi a sgranocchiare popcorn caldi mentre il film della mia vita assumeva contorni sempre più drammatici.

Non perdono le assenze. Tanto quanto detesto le entrate a gamba tesa o le presenze ingombranti. Non richieste.

E maturo grandi silenzi. Silenzi pieni di parole che hanno più valore se restano dove sono.

Sto qui. Aspetto il sole.