cime tempestose

ho una vita semplice. marito. figli. casa. cane. gatto e tartaruga.

ho scremato gli amici. ho tolto la superficie come la pellicina che fa il latte quando è troppo caldo e sotto è rimasto il meglio.

ho una serie di fan. dentro al blog. fuori dal blog. che bello. ogni tanto ricevo qualche messaggio davvero emozionante. e più che scandalizzarmi, formalizzarmi, genuflettermi e fustigarmi, vivo come piccole gioie il fatto di piacere ancora a qualcuno. come persona intendo. nella mia interezza. da donna a donna. o anche da qualche uomo che non ha paura di passeggiare per le stanze del cuore, in comode ciabatte.

l’intimità ai nostri tempi è un dono raro. per me poi più che mai. perché vengo da una famiglia di quelle all’antica, sono estremamente pudica e sempre eccessivamente controllata. neanche l’alcool giova. io non è che allento la presa. io improvvisamente dormo come un angioletto.

come mi ha fatto notare qualcuno un po’ di tempo fa, a me serve il metodo “muro” per ogni cosa. per dire, fare, baciare. mi serve un muro. e qualcuno più forte di me che mi ci spinga.

sono diventata pigra. più pigra che mai. e me ne sbatto di dire, fare, baciare. ho altro da sognare. altro intorno al quale far girare il mio tempo.

palliativi. mi sono data ai palliativi. alle cose neutre. poche viscere. tanti sorrisi. conversazioni da ascensore. le ultime persone con le quali ho scambiato qualche commento fuori dagli schemi mi hanno guardato come fossi l’unico bicchiere d’acqua nel deserto o, al contrario, hanno pensato che fossi ubriaca d’amore.

e dire che io non bevo quasi mai. non mi espongo quasi più. mi diverto a guardare con quanta facilità le persone si lasciano o stanno insieme solo per i figli. si ritrovano innamorati ma non lo dicono. si sposano pur avendo l’amante da un anno. si tatuano il viso della moglie sul braccio e poi lo coprono con il disegno di una natura morta.

la mia è una vita semplice. pochi vizi. qualche virtù. e ieri, primo di maggio, mentre aspettavo 15 amici per pranzo, qualcuno mi ha portato un biglietto non rimborsabile per il futuro e io non l’ho preso. ho lasciato partire il treno senza di me.

perché, come ha detto la mia saggia figlia, io non ho bisogno di rimpiangere i treni che passano. il treno sono io. io decido dove andare. e per chi spalmarmi di pritt l’adiposo stomaco e ricoprirlo di pelo.

ho rotto il telefono. come da prassi. e con la scusa della campagna elettorale le persone mi chiamano alle otto della mattina senza scomporsi minimamente se rispondo con la voce di una che è stata fino alle tre di notte a farcire panini per la figlia che va in gita. senza curarsi minimamente del tono da pavarotti con la faringite e della difficoltà di mettere in fila per sei col resto di due le parole necessarie ad una normale conversazione.

ieri ho ricevuto persone in pigiama. proposte in pigiama. treni che passano in pigiama. e sono rimasta nervosa tutto il giorno. e ho sbranato il marito di una mia amica, predicatore solitario della sana alimentazione macrobiotica. fatto a brandelli. sminuzzato al punto che ho temuto che i gas prodotti da tutti i macrobioticisti del mondo si riversassero per vendetta su di me e mi lasciassero senza fiato per sempre.

qui giace per aver difeso strenuamente e fino alla fine sua maestà la bistecca.

non sono stata una buona padrona di casa. anche se avevo ragione (del resto, ho sempre ragione 😉 avrei dovuto glissare sulla presa di posizione e scivolare via come di consueto.

a volte dimentico di avere una vita semplice. da brava mammina. moglie amorevole che controlla se le carotine che i bimbi mangiano a scuola hanno conservanti o meno.

a volte sento la brughiera portare le voci e sento il cuore nella tormenta e Heathcliff. Heathcliff, dove sei?

 

 

 

 

 

 

 

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2 commenti
  1. ParoleaNessuno ha detto:

    Ti ho trovato casualmente… Avevo un Blog ma ho cancellato tutto a causa di una completa incoerenza con la realtà… Penso ci siano varie versioni della Vita che viviamo ! Sono rimasto a seguire qualche persona qui e la che sa ancora di ‘VERO’ !

    Ben trovata ! … Mi sembri molto vera !

    Ciao.
    Stefano.

    • grazie Stefano! mi fa piacere averti qui. Torna a scrivere, dai…anche solo di incoerenza. Si vive anche di quella. Un abbraccio

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