la donna delle parole

Perché è sconsigliabile di perdere la testa?

Perché allora si è sinceri.

Ho trovato questa frase di Cesare Pavese mentre cercavo notizie sul ddl Cirinnà. Molti amici staranno festeggiando la legittimazione del loro legame e va bene così. L’amore andrebbe sempre accolto anche quando non è come lo vogliamo noi. L’amore muove il mondo. Le stelle. Le persone da un continente all’altro. E va guardato con rispetto perché non c’è niente di più pericoloso al mondo dell’amore. E’ indubbiamente la forza che tutto può.

Sto andando a pieno regime e anche un po’ di più. Vuol dire che ho il telefono bollente. Le chat multiple. Dormo ad orari assurdi. Mi godo la notte.

Mia figlia è sempre più votata alla chirurgia generale ed è in totale crisi mistica da matematica. Aveva deciso di imboccare la via del bosco saltellando col cestino sottobraccio. Studiare q.b. uscire e divertirsi. Lasciarsi vivere. Non aveva fatto i conti con il “sogno”, quello che ti trovi in tasca e che diventa la bussola di ogni tuo passo.

 

Quel “voglio” che improvvisamente governa ogni nostra azione.

Essendo lei figlia di tanta madre, dubito che mollerà l’osso facilmente. Ci girerà intorno per giorni e giorni e poi si butterà a testa bassa seguendo l’istinto, passando sopra ai problemi con i cingoli, spianando una strada tutta sua. Anche questo, va bene così.

“tu mi piaci tutta”. Ecco. Con questo non avevo fatto i conti. Sì la battuta, sì l’abbraccio però…il nero su bianco spiazza. E sono arrossita. E ho ingurgitato una fetta di torta al cioccolato talmente burrosa che le parole mi scivolavano da tutte le parti.

Santi numi.

“tu mi piaci tutta”. Lui mi ha detto questo. E tu? tu niente. Come sempre.

La mia migliore amica mi conosce tanto quanto il suo riflesso nello specchio.

Io niente. Io, mai.

Tu sei la donna delle parole. Glielo hai detto?

No.

Non gliel’ho detto. Ho pensato fosse difficile da spiegare. E anche un po’ umiliante da sentirsi dire.

Scusa caro. Non è che non mi piaci. Cioè mi piaci pure. Ma vedi, io non sono interessata all’articolo. Cioè, il set di pentole a casa già ce l’ho. E neanche le uso. E lo so che rido, scherzo, abbraccio, e sembro sempre così diretta, così viva, ma questa sono io e non noi. Non esiste noi.

La donna delle parole è difficile da accontentare. Una personcina frustrante che si nutre di sentimenti e poesia e sussurri fra i capelli. Qualsiasi cosa di fisico passa attraverso il setaccio della coscienza (non si fa!), della fiducia (spogliarmi? chi, io?), della passione (Oh, sì!) che c’è o non c’è. E da me, non c’è mai.

Quando le mie compagne di università saltavano da un letto all’altro, io ero soprannominata Iceberg. Loro si divertivano così. Io mi divertivo ad ascoltare le loro storie. Io volevo la mia. Intera. Totalizzante. A tutto tondo.

Sono troppo perbene per un “tu mi piaci tutta”. Troppo esigente. Anche troppo vecchia, in questo caso. E mi dispiace. Perché mi farebbe bene un po’ d’amore. Mi servirebbe proprio.

Quando mio figlio mi bacia mi sento invasa dalla tenerezza e penso a quanto già odio quella che lo avvolgerà nella sua vita e lo porterà via. Mi resterà il ricordo delle sue manine sui miei fianchi, del suo baciarmi ancora e ancora ogni volta che glielo chiedo, del suo spalmarmisi addosso come fosse marmellata sul toast.

 

un tu mi piaci tutta detto così fra un magnum classic e una torta al cioccolato non è facile da digerire. Ci vuole un mega bicchiere di citrosodina per buttar giù i pensieri impuri, un no comment politico che sa tanto di picche e una valigia in soffitta dove nascondere qualche rimpianto di troppo. Apri, butti dentro, chiudi. Non è successo niente.

eventi meritevoli di nota:

lo spartano è andato a vedere la sua futura classe. Non ha incendiato nulla. Ha capito che dovrà star seduto. Alla domanda com’erano le maestre? la risposta è stata “tutte strane”. Ok. Passiamo oltre.

ho comprato un paio di scarpe rosse perché non possono mancare un paio di scarpe rosse nell’armadio di una donna delle parole. Fanno tanto Mago di Oz.

ho superato 1000 like su instagram con una foto che si porta dentro tutta l’intensità di quel “tu mi piaci tutta”. la fotografia cattura i sentimenti. Non ci piove.

detesto le persone che mi detestano. Tipo la mammacagacazzodellaclassedimiofigliolassistentedelmiodentistaeunpaiodipersoncinequaelasparpagliatefralaboriaelapuzzasottoilnaso.

Domani all’alba sarò in spiaggia a fare foto. A respirare il mare. A pensare a un mi piaci di troppo che scioglie la neve come fosse sale.

 

 

 

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