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Archivi giornalieri: Mag 14, 2016

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Le giornate storte le vedi subito.
Infili 3 o 4 cose pessime e il quadro della giornata è fatto. Puoi anche tornare a dormire senza ostinarti a voler cambiare qualcosa.
Se cominci male finirai peggio.

Giovedì avevo appuntamento in spiaggia alle 8. Chiedermi di portare un agnello sacrificale e immolarlo sulla sacra pietra sarebbe stato piu semplice, purché alle 9…9.30.
Ma un cappuccino e un caffè a distanza di 15 minuti hanno aiutato.
Ho incastrato tante piccole cose da fare ma arrancando. Nulla andava via liscio, qualcosa tentava di prendere un’altra via. Di deviare rispetto alla tabella di marcia.
Il messaggio stava arrivando forte e chiaro “scappa! corri!  Torna a letto” ma io ostinata remavo forte contro la sfiga.

Ma senza chance.
La sfiga è sovrana.
Sovrasta.
Governa.

Ho mollato i figli a casa. Corsa al cimitero per vedere la nuova lapide. 5 minuti. Vetro della macchina rotta. Borsa sparita.

Pieno giorno.
Nel mio paesello dove nei bei tempi che furono le chiavi si lasciavano sulla porta.

Che amarezza.

Non tanto per i soldi quanto per le piccole cose personali che erano dentro la borsa. Le foto dei bimbi. Di mia madre. Qualche bigliettino d’amore. Un disegnino con tanti cuori.

Altri pezzi di me che se ne vanno.

Corri. Scappa. Torna a letto.
Sciocca ragazza sempre di corsa.

E invece io no. Io sempre in prima linea. A sfidare le scie catastrofiche e le macumbe virtuali scagliate via facebook.

Chiamate Padre Amorth.
L’esorcista.
Il beatificatore.
Chiamate i carabinieri, la polizia e pure il mio osteopata.
Mi sento a pezzi.
Tante ossa. Molta ciccia.
A piedi nudi cammino sul ciglio. L’equilibrio latita.

Corri, scappa, torna a dormire. A sognare.

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Manca l’amore in giro. Manca quel senso di comunità che ti faceva sentire mai solo. Protetto ovunque camminassi. E non credo sia solo colpa dell’uomo nero. Siamo diventati indifferenti alla vita altrui. Senza empatia. Con le braccia chiuse e la voglia di un posto al sole ad ogni costo. In un villaggio di 10mila anime votanti di cui un ventesimo attivo politicamente le persone si tolgono il saluto, ti guardano in cagnesco se sei da una parte piuttosto che dall’altra, riducono un progetto di bene collettivo a pura gara a chi ce l’ha più grosso spazzando via anni di evoluzione sociale. Noi vogliamo tutti andare avanti. Vogliamo tutti il meglio per il luogo in cui il nostro cuore ha piantato radici. Questo dovremmo ricordarci. Prima di offenderci l’un l’altro uscendo alla grande dalla sana competizione  politica per entrare in un meccanismo perverso che nutre solo rancore e invidia. Questa è Porto Recanati. Non lo sai? Lo so com’è Porto Recanati so cos’è il giornalismo. So qual’è il confine fra informazione e la comunicazione. Il sapere non giustifica l’amarezza di vedere e leggere amici che perdono tempo a infangare piuttosto che a spalare la merda che ci ha portati ad essere una città balneare sulla riviera del Conero senza bandiera blu o piste ciclabili o servizi per portatori di handicap. Senza una spiaggia degna di questo nome o una scuola superiore meglio ancora università. Siamo nel 2016 e ancora c’è chi piange Porto Recanati salotto sul mare come da cartolina anni ’50. Amici, quel sentimento lì va bene per le feste dei Cugi non per un programma amministrativo. Basta nostalgia. E basta veleno. 6 liste e 6 programmi. Va bene. Cercate il progetto che meglio vi identifica e puntate a far alzare la testa a questo paese che ha bisogno di competenza e non di competizione. Di convergere e non di spaccare. Basta tutto e il doppio di tutto. Basta nascondersi dietro un tesserino giornalistico, l’anonimato di un blog o di una pagina fb per alimentare animosità. La politica è fatta dalle persone e se le persone non hanno più a cuore il bene del singolo e della comunità tutta indipendente dal vestito politico che indossano, la politica fallisce. La città va a rotoli. E noi non ce lo possiamo più permettere. Non accettiamolo oltre. Non sono l’informazione o la comunicazione che salveranno il mondo. Quello è il rumore di sottofondo. Il tam tam che accompagna il passo lesto di chi ha voglia di fare, si rimbocca le maniche e fa.

P.s. per chi non lo sapesse si avvicinano le amministrative. E sarà un maggio di comunioni ed estreme unzioni.