Sassolini

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Manca l’amore in giro. Manca quel senso di comunità che ti faceva sentire mai solo. Protetto ovunque camminassi. E non credo sia solo colpa dell’uomo nero. Siamo diventati indifferenti alla vita altrui. Senza empatia. Con le braccia chiuse e la voglia di un posto al sole ad ogni costo. In un villaggio di 10mila anime votanti di cui un ventesimo attivo politicamente le persone si tolgono il saluto, ti guardano in cagnesco se sei da una parte piuttosto che dall’altra, riducono un progetto di bene collettivo a pura gara a chi ce l’ha più grosso spazzando via anni di evoluzione sociale. Noi vogliamo tutti andare avanti. Vogliamo tutti il meglio per il luogo in cui il nostro cuore ha piantato radici. Questo dovremmo ricordarci. Prima di offenderci l’un l’altro uscendo alla grande dalla sana competizione  politica per entrare in un meccanismo perverso che nutre solo rancore e invidia. Questa è Porto Recanati. Non lo sai? Lo so com’è Porto Recanati so cos’è il giornalismo. So qual’è il confine fra informazione e la comunicazione. Il sapere non giustifica l’amarezza di vedere e leggere amici che perdono tempo a infangare piuttosto che a spalare la merda che ci ha portati ad essere una città balneare sulla riviera del Conero senza bandiera blu o piste ciclabili o servizi per portatori di handicap. Senza una spiaggia degna di questo nome o una scuola superiore meglio ancora università. Siamo nel 2016 e ancora c’è chi piange Porto Recanati salotto sul mare come da cartolina anni ’50. Amici, quel sentimento lì va bene per le feste dei Cugi non per un programma amministrativo. Basta nostalgia. E basta veleno. 6 liste e 6 programmi. Va bene. Cercate il progetto che meglio vi identifica e puntate a far alzare la testa a questo paese che ha bisogno di competenza e non di competizione. Di convergere e non di spaccare. Basta tutto e il doppio di tutto. Basta nascondersi dietro un tesserino giornalistico, l’anonimato di un blog o di una pagina fb per alimentare animosità. La politica è fatta dalle persone e se le persone non hanno più a cuore il bene del singolo e della comunità tutta indipendente dal vestito politico che indossano, la politica fallisce. La città va a rotoli. E noi non ce lo possiamo più permettere. Non accettiamolo oltre. Non sono l’informazione o la comunicazione che salveranno il mondo. Quello è il rumore di sottofondo. Il tam tam che accompagna il passo lesto di chi ha voglia di fare, si rimbocca le maniche e fa.

P.s. per chi non lo sapesse si avvicinano le amministrative. E sarà un maggio di comunioni ed estreme unzioni.

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