una cosa da donna

eccolo va, il cuore della notte. il silenzio della casa. il rumore dei pensieri. weekend tutto dedicato ai bambini. armi e bagagli siamo andati all’agrinido l’arca di noè, e li lasciato che il sole ci cuocesse, l’odore di paglia e fieno ci inebriasse e che fossero i bimbi a comandare.

sono distrutta. e domani all’alba devo essere lucida e pimpante per l’ultima settimana di campagna elettorale.

caffè. caffè come se non ci fosse un domani. e bye bye dieta. dopo gli ultimi episodi non ho capito come ho fatto a non ingoiare armadio e comodini tutti insieme. aggiungendo magari solo un pizzico di sale per dare sapidità al truciolato.

santa pace.

mai viste tante capre tutte insieme.

e non parlo dell’agrinido.

non capisco la difficoltà nel coordinarsi. non capisco la voglia di fare le scarpe a tutti. non capisco questa volontà di mettere tutti i puntini sulle i e se capita anche altrove, così per fare confusione. porcapaletta che NOIA. cioè un po’ di originalità no?

gli avvocati si interpellano tramite accorati comunicati. é colpa tua. no tua. no tua. allora è tua. dai che è tua. le mogli dei candidati solidarizzano con i componenti della lista e basta. improvvisamente non ti parlano più. non sei più l’amica. sei il nemico che ascolta. gli altri rumoreggiano. occhieggiano. pronosticano. leggono i fondi del caffè sulle reciproche tazze.

questa volta neanche se mi dotassero di bacchetta magica riuscirei a fare una magia. forse oltre al Mac mi dovevo dotare di cane da pecore. un bel maremmano che alla prima defezione partiva con l’abbaio chiarificatore.

sono distrutta e mangerei con serenità anche adesso qualsiasi cosa purché non patate fritte. abbiamo fatto una settimana di patate fritte.patate della nonna. patate del MacDonald. patate stick. patate in fattoria. patate in pizzeria. porzione doppia. con la maionese. senza. vedo patate ovunque. anche nella testa degli altri.

l’amore latita. ha deciso di prendere una lunga pausa per ritrovare se stesso. nel frattempo ci sopportiamo. il caldo non ci fa bene.

comprati delle scarpe con il tacco. con quelle mi sembri una rumena che va a fare le pulizie. guarda amore ho comprato dei sandali altissimi. e quello che tacco è? ma una cosa un po’ più da donna no?

una cosa da donna.

non so con precisione il momento in cui sono cambiata. so con precisione il momento in cui sono stata lasciata sola davanti al dolore. ho tirato su le lacrime, sono cresciuta. e sono donna in ogni centimetro della mia pelle. non più una ragazza vanitosa e insicura. una donna. nonostante le mie scarpe da rumena che va a fare le pulizie. non ho bisogno di cose da donna per sapere come si ama un uomo. quello che prendi. quello che perdi.

il cuore della notte. il mio tempo preferito. il silenzio della casa. i pensieri che rotolano via sotto le coperte.

 

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