Il ventilatore e la musica alta

Torno a casa. Non perché si stia meglio. C’è sempre una gran confusione. E poi che palle ‘sti fratelli. Uffa. Non li sopporto più. E basta. 
Torno a casa.

A casa c’è il ventilatore e posso tenere la musica a palla. Da zia Roberta invece no e domenica notte faceva così caldo che mi sono messa a dormire sul pavimento. 

E poi non capisco. Perché in macchina da te dobbiamo sentire sempre le canzoni che decidi tu. Io voglio sentire le mie. Sempre Vasco. Sempre Einaudi. Sempre gente triste che canta di amori tristi.

Lo sai che ci stavamo per baciare?

Poi è arrivato il bagnino e non se n’è fatto nulla. 

Torno a casa ma andiamo a mangiare fuori? Dai.

Sempre le stesse cose a casa. Insalata. Pollo. Pomodori. Uffa. Io voglio mangiare le cose che piacciono a me.

Perché non inizia la scuola? Non vedo l’ora. Certo. E se poi non ce la faccio? E se poi non capisco niente? Per me comunque potrebbe iniziare domani. Io sono pronta.

Oh! Guarda. Hai visto il video? Guarda! Guarda! Mamma!

Mamma

Mamma

Mamma

14 luglio. Ha piovuto. Ha rinfrescato. È tornata mia figlia. È tornato il sole. Hanno rubato la macchina dei miei vicini di casa. Le zanzare hanno organizzato un banchetto di nozze con parenti arrivati appositamente dalla Malesia sulle mie gambe. Mi gratto. Imbarazzante. 

Mi spiace per il post di pancia di ieri. Qualcuno mi ha detto che era meglio un cazzotto. Ma anche il dolore deve trovare le sue parole e il suo posto. Anche il dolore c’è.

Odio l’estate e sono ancora bianca tendente al rigor mortis.

Ho una copiosa serie di impegni sociali ma credo mi smarcherò e resterò sotto al mio portico a fare effluvi consolatori con la menta del mohjito.

Fra un paio di settimane arriverà la mia amica Gianna e vorrei che trovasse la casa un minimo decorosa. Vorrei che non pensasse che mi sono proprio lasciata andare. Che ho reagito. Sono andata avanti.

Forse è tutta una finzione. La vita dico. Finte le relazioni. Le situazioni. Le persone  in quelle relazioni e in quelle situazioni.

Mamma.

Mamma.

Mamma.

Il rumore del ventilatore è quasi confortante. Non fai in tempo a lasciarti cullare dal suo ronzio che parte la musica a palla.

È tornata mia figlia. È tornato il sole.

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