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Elisabeth: E si può dire che sia un evento irreversibile?
Darcy: Senza dubbio! Perché me lo domandate.
Elisabeth: Per decifrare il vostro carattere Signor Darcy.
Darcy: E che avete scoperto di me.
Elisabeth: Molto poco. Sento cose troppo diverse su di voi, sono oltremodo confusa.
Darcy: Mi auguro di fornirvi maggior chiarezza in futuro.

“Orgoglio e pregiudizio” resta insieme a “Se questo è un uomo” uno dei libri che, almeno una volta l’anno rileggo.
E nei giorni di raffreddore e pioggia funziona come coperta calda e brodino di pollo per anime inquiete.
Mi piace tutto ma più di tutto mi piace Mr. Darcy in quel suo uomo tutto intero che è sempre più raro incontrare.
Scavalcati i pregiudizi e accantonati gli orgogli, Mr Darcy non teme la dichiarazione,  improvvisa e sfrenata. E porta a casa un picche di un certo rilievo. Ciò non gli impedisce di prendersi comunque cura degli affetti di Elizabeth dimostrando coerenza con i sentimenti dichiarati (se ti amo, ti proteggo) e capacità di cambiare. Prima pensavo questo di te, ma poi tu mi hai stregato l’anima.
E niente é come prima.
E tutto è come dev’essere.

Questo fa l’amore vero.
Ti strega l’anima.
Ti libera dai condizionamenti.
Ti addomestica.

Un bacio al giorno #5 Darcy&Elizabeth

Darcy: Signorina Elizabeth, ho lottato invano, ma non c’è rimedio…! Questi mesi trascorsi sono stati un tormento, sono venuto a Rosings con lo scopo di vedervi, dovevo vedervi, ho lottato contro la mia volontà, le aspettative della mia famiglia, l’inferiorità delle vostre origini, il mio rango e patrimonio, tutte cose che voglio dimenticare e chiedervi di mettere fine alla mia agonia…
Lizzie: “Non capisco!”
Mr. Darcy: “Vi amo con grande ardore”

https://youtu.be/L5MaMNw1640

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Love@Star Wars

Fantastica la ragazza, eh? Non so se ucciderla o innamorarmi di lei!

_Ian Solo

Un bacio al giorno#4

Ricordo di aver visto Guerre Stellari spalmata come mio solito sopra al tavolo della cucina della prima casa in cui abbiamo abitato.
Ricordo tutto di quella sera persino il chiarore della luna che filtrava dalle tapparelle.
Guerre stellari sembrava così esotico. Così diverso.
Non ho mai smesso di amarlo. E lo rivedo se capita.
Per Harrison Ford.
Per l’oro lucido di  C3_PO.
Per l’acconciatura della Principessa Leila.
Per la voce da fumatore impenitente di Darth Vader/Dart Fener.
Per quel “No, io sono tuo padre” che lasciò il segno nei secoli dei secoli.

E un bacio stellare, in classifica, ci voleva.
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#1
Colazione da Tiffany

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_Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto?
Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia.
E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa_

Chi di noi non ha impresso, marchiato a fuoco, inciso indelebilmente, un particolare momento?
Non dico tanto.
A volte è solo un attimo.
Un fugace sorriso.
Una memoria che, archiviata li, fra mente e cuore, ci regala un pizzico di gioia nostalgica e inossidabile.

La felicità è, a mio avviso, fatta di questi specialissimi momenti.

Li viviamo e neanche siamo consapevoli di quanto ci faranno compagnia negli anni a venire. Quando li richiameremo per confortarci, per strapparci un sorriso, per ricordarci che non tutto di quella relazione, amicizia, lavoro, era sbagliato.
Che abbiamo salvato qualcosa di bello, magari guadagnato un amico inaspettato, o un bacio improvviso.

La mia è una collezione vasta, ma oggi, parlando con mia figlia sul perché la vita vale la pena viverla sempre e comunque, ne ho ricordati dieci tutti d’un fiato.
Li condivido con voi e spero davvero di leggere i vostri.
Amplifichiamo l’amore_

E quindi, ecco dieci istanti preziosi sui quali spesso mi cullo il cuore:

Nonno Nannì ed io, vicini alla finestra della nostra vecchia casa. Lui mi tiene sulle ginocchia e mi insegna a contare le dita delle mani, i giorni della settimana, i mesi del calendario. Con noi un canarino giallo che non aspetta altro che qualcuno apra la sua gabbia per volare via.

Terza o forse quarta elementare, mia madre mi accompagna in classe e al mio arrivo, Bernardo mi dice che sono bella come un fiore di primavera.

Maggio, sole e temperatura estiva. Mio cugino ed io, vestiti da scuola facciamo il bagno al mare. Un rimprovero a non finire. Ma che spasso.

Agosto, notte di San Lorenzo. Ascolto rapita e con occhi innamorati tutto il funzionamento del tubo catodico.

Mia madre che mi prende i piedi fra le sue mani e me li strofina dolcemente per scaldarli. Tante, tante volte.

Un carnevale alcolico e libertino. Io vestita da Biancaneve,lui da dalmata della carica dei 101. Più di due anni a sospirare per quella sequela baci. Sono tornata a case a macchie ma ne valeva la pena.

Sulla clio bianca, io vestita di un abito lungo di lino, bianco, lui al volante. Entrambi consapevoli delle promesse che ci saremmo fatti di li a un po’. Destinazione ristorante cinese. E quel vuoi sposarmi che ancora mi fa annodare lo stomaco.

Gennaio. Vento e profumo di mare d’inverno. Noi due che ci annusiamo, ci troviamo,nonci lasciamo più.

Un pomeriggio d’aprile al telefono con l’amica del cuore per capire il senso di quei valori hcg. Prima lei del futuro papà. Perché certe complicità hanno il loro grande valore.

Due mattine intense. Due mattine con la stessa identica intensità. Lo stesso dolore. La stessa felicita. La mia mano su quella pelle. Calda, intonsa, appena venuta al mondo. E la mano di mio marito con noi.

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