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Sabato sera avevamo litigato. Uscivamo con i bimbi per un cinema. Tu non volevi restare solo. Domenica avevo ignorato il muso lungo. Preparato il pranzo e comprato la pizza alla cipolla, la tua preferita. Lunedì non ti avevo salutato per niente.  Ti avevo spedito dai suoceri con i bimbi mentre noi andavamo al funerale di Renzo.
Già all’ora di pranzo stavi male.
Ti ho ricoverato a cena.
Sei morto mentre prendevo il caffè più amaro della mia vita.
La notte era stata dura. Per te che via via ti abbandonavi al dolore. Per me che assistevo impotente.
Un battito di ciglia e non c’eri più neanche tu.
Su quel letto che ha accolto le tue ultime ore, paventate ma inattese, ti ho massaggiato  per ore le gambe gelide e rigide, le mani insensibili al tocco.
Eri morto e non lo sapevamo. Continuavamo a parlare, a lottare.
La tua testa, lucidissima non mollava.
Il tuo corpo era già andato.
E il cuore l’ha seguito.

Eri li con me. Poi non c’eri più.
Tra un sospiro e l’altro mentre attraversavamo il buio della notte avevo scritto di te.
Mi stavi lasciando dopo la mia vita intera.
Mi lasciavi orfana e chiudevi il cerchio che aveva dato origine alla mia stessa esistenza.

Si è ripristinato lo status quo.
Sono di nuovo sola.

Mamma, se tu muori come farò io?
Quando tu e papà non sarete più con me.
Che sarà di me.

Cercando parole di cordoglio in molti mi hanno ricordato che ho i miei figli, il loro amore.
È vero.
Ciò non mi toglie di dosso la sensazione di aver perso le mie radici, la terra fertile e forte  nella quale erano piantati saldi i miei pilastri.

E volo.
In un cielo che non mi appartiene.
Senza un laccio che era il guinzaglio del cuore. Quelle mani forti e ruvide che mi hanno guidato sana e salva fuori da ogni paura e dentro ogni ricordo bello.

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Sono i dettagli che raccontano una storia. Piccole cose che sommate insieme danno vita ad un unico quadro. Nel mezzo noi.
Eravamo a tavola per la colazione stamattina, avevo l’ipad in mano per far vedere una cosa a mio marito quando ho colto questo riflesso. Una piccolissima emozione, fermata su immagine.

E fuori, splende anche un sole d’inverno. Freddo e fresco.

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